Pubblicato da: spaghettovolante | 5 novembre 2009

Popper

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In molti credono che il Popper che viene invocato da certa gente come garante della non scientificità della Teoria dell’ Evoluzione, sia il filosofo, Karl Popper, che ha enunciato il principio della falsificabilità delle teorie scientifiche. Una teoria, per essere definita scientifica e non metafisica, deve avere in sé i presupposti per essere falsificata. Se si osserva un fenomeno o si esegue un esperimento che non si accorda con la teoria, la teoria deve essere cambiata, oppure modificata in modo che anche quel dato possa essere spiegato.

Dal momento che è possibilissimo falsificare la teoria dell’evoluzione per selezione naturale (trovatemi dei conigli fossili nel precambriano, come diceva J.B.S. Haldane, o spiegatemi perché abbiamo innumerevoli fossili che testimoniano transizioni da una morfologia a un’altra, oppure portatemi (AISO? toc toc) un gene la cui sequenza non si accordi con un processo evolutivo, oppure eseguite un esperimento che evidenzi che il cambiamento delle frequenze geniche non avviene nei modi predetti dalla teoria dell’evoluzione), a questo punto è lecito chiedersi se questo Popper, non sia in realtà il popper (minuscolo) nome popolare per i nitriti alchilici, sostanze volatili psicoattive.

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Ciò premesso, andiamo a vedere l’ultima del viceprez del CNR Bob de Mattei (Ancora lui? Si.)

Il Bob, dopo aver dato asilo a un pugno di creazionisti nei locali dell’istituzione di cui è vicepresidente, avervi fatto seguire un dossier sulla (mmppfff…) rivista Radici Cristiane (HAHAHAHAHAHA ehm, scusate) dal titolo Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi, il Bob dicevo il 6 novembre presenterà un libro dal medesimo titolo. Vediamo come ne viene data notizia sul giornale preferito da Livio Fanzaga. Note in rosso e ipertesti miei. L’articolo è riportato integralmente, non me la sono sentita di tagliarlo. Proseguite a vostro rischio.

da http://www.libero-news.it/articles/view/590447

L’outing degli scienziati contro Darwin

Fosse una ipotesi scientifica come le altre, l’evoluzionismo sarebbe finito già da tempo, se non nell’obitorio della scienza, quantomeno nel reparto dei malati gravi, viste le tante discordanze che le conseguenze di questa teoria hanno con l’osservazione empirica [ecco uno che sa usare le metafore]. Ma l’evoluzionismo non è più una teoria qualunque, da sottoporre a rischio di falsificazione, come richiesto dall’epistemologo Karl Popper per distinguere ciò che è scienza da ciò che non lo è. Esso è un dogma al quale si può aderire solo mediante atto di fede. Una metafisica, insomma [vedi sopra]. Proprio come quel “creazionismo” [non è chiaro il significato delle virgolette] che degli evoluzionisti è il grande nemico[ho la pelle d’oca].Con la differenza che chi difende l’ipotesi della creazione di solito lo fa con la Bibbia in mano, e non pretende di parlare in nome della scienza [superfluo dire che i fatti mostrano il contrario].

La stessa comunità scientifica è tutt’altro che concorde con le ipotesi sviluppate da Charles Darwin nell’Origine delle specie [fornire peer reviews, please]. La novità è che molti di questi scienziati adesso iniziano a rendere pubbliche le loro critiche. Un libro importante uscirà nei prossimi giorni per le Edizioni Cantagalli. Si intitola (e il titolo già dice tutto) Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi, ed è stato curato da Roberto de Mattei, vicepresidente del Consiglio nazionale delle ricerche. Il volume, che Libero ha potuto leggere in anteprima [a dire il vero, se avete 17 euro che vi bruciano in tasca, potete tranquillamente comprarlo ora e con 4.50 in più di spedizione averlo in due giorni], raccoglie gli interventi tenuti in un convegno a porte chiuse che si è svolto a Roma lo scorso febbraio nella sede del Cnr. Un’occasione che ha visto a confronto biologi, paleontologi, fisici, genetisti, chimici, biologi e filosofi della scienza di livello internazionale.

La prima cellula

La tesi illustrata 150 anni da Darwin e portata avanti dai suoi epigoni è riassumibile in tre assiomi. Primo: «Tutti gli esseri organici che hanno vissuto su questa terra sono derivati da una singola forma primordiale, nella quale la vita è stata per la prima volta infusa» (come scritto dallo stesso Darwin nell’Origine delle specie [eh no, cicciobello. Quella frase fu imposta dall’editore a Darwin nelle edizioni successive alla prima]). Secondo: la selezione naturale è stata «il più importante, anche se non esclusivo, strumento di modificazione» attraverso il quale le forme di vita più complesse si sono evolute da quelle più semplici. Terzo, non esiste alcun “progetto”: le mutazioni sono casuali e alcune rendono certi individui più adatti alla sopravvivenza; trasmettendole ai loro eredi, rendono possibile l’evoluzione.

Un corpus teorico che, secondo i documenti che il Cnr sta per rendere pubblici, fa acqua da tutte le parti. [si, li avevano nascosti i templari nelle catacombe, ma per favore]

Il fisico tedesco Thomas Seiler mette il darwinismo alla prova della seconda legge della termodinamica, secondo la quale l’entropia, che può essere definita come il caos in natura, non può mai diminuire [ne parlo in un mio sermone]. E «l’ipotetico emergere della vita da processi materiali indiretti, come suggerito dalla teoria evoluzionistica, non è conforme» a questa legge. Ma anche «la successione di piccole variazioni genetiche che portano alla costruzione di un organo completamente nuovo tramite selezione naturale», prevista dal darwinismo, «è una processo da escludere di entropia decrescente». Non a caso, nota Seiler, malgrado siano stati descritti più di 1,3 milioni di tipi di animali, «nessun organismo mostra segni di essere in evoluzione verso una complessità maggiore. Come previsto, l’entropia biologica non sta diminuendo». [ovviamente, falso. (Preoccupante quante volte sono costretto a usare la parola ovviamente, vero?) http://www.skeptics.com.au/publications/articles/the-information-challenge/] Insomma, la fisica stessa si ribella all’ipotesi darwiniana. [a sentir questo qualcos’altro mi si ribella: le viscere]

L’evoluzionismo presuppone inoltre lunghissimi tempi geologici, nei quali – come affermano i suoi sostenitori, «l’impossibile diviene possibile, il possibile probabile e il probabile virtualmente certo» [ma da dove le tirano fuori?]. La sequenza degli strati dei fossili marini, ad esempio, secondo i darwinisti confermerebbe processi durati milioni di anni. Ma il paleontologo francese Guy Berthault [che poi è un sedimentologo] sostiene che, calcolato con nuovi metodi più attendibili, il periodo di sedimentazione dei fossili si rivela assai più breve di quanto creduto sinora e il tempo degli sconvolgimenti geologici si accorcia drasticamente. Tanto da essere «insufficiente per l’evoluzione delle specie, come risulta concepita dai sostenitori dell’ipotesi evoluzionista» [il nostro Guy è uno che crede che il Grand Canyon si sia formato in un anno per via del diluvio universale, http://www.bibleandscience.com/otherviews/berthault.htm.

Chi è che prima diceva che chi teneva la Bibbia in mano non pretendeva di parlare in nome della scienza?].

Dominique Tassot, che in Francia dirige il Centre d’Etudes et de prospectives sur la Science [Tassot è una specie di ingegnere con un Ph.d. in Filosofia, e il Guy di prima appartiene a questo centro], invita [che gentile] a non confondere tra «micro-evoluzione» e «macro-evoluzione». Nel primo caso rientrano le mutazioni adattative accertate, che riguardano caratteri secondari come il colore, lo spessore della pelliccia di un animale, l’altezza, la forma del becco e così via. Ma «è paradossale», sostiene, «estendere il significato della parola “adattamento” per indicare l’evoluzione di nuovi organi del corpo», come «il passaggio dalle squame alle piume o dalle pinne alle zampe», esempi di macro-evoluzione: fenomeno «che manca di qualsiasi verifica empirica o di base teorica». [è scritto nei genomi, controlla]

Charles  a scuola

Il genetista polacco Maciej Giertych sottolinea che «siamo a conoscenza di molte mutazioni che sono deleterie» e anche «di mutazioni biologicamente neutrali», ma le cosiddette «mutazioni positive», che consentirebbero l’evoluzione delle specie, «sono più un postulato che una osservazione». L’esempio che più di frequente viene fatto, l’adattamento di certe erbacce al diserbante atrazina, «in nessun modo aiuta a sostenere la teoria dell’evoluzione», perché si tratta di un adattamento «positivo soltanto nel senso che protegge funzioni esistenti», ma «non fornisce nuova informazione, per nuove funzioni o organi». A conti fatti, secondo Giertych, «l’evoluzione dovrebbe essere presentata nelle scuole come un’ipotesi scientifica in attesa di conferma, come una teoria che ha sia sostenitori che oppositori. Per di più, sia gli argomenti a favore della teoria che quelli contrari dovrebbero essere presentati in modo imparziale».

[E apriamo una bella parentesi su questo bel tomo http://en.wikipedia.org/wiki/Maciej_Giertych. Il nostro Macieji, è più noto come politico che come scienziato, e quando in quanto tale scrisse a Nature per contestare il fatto che gli si attribuiva di aver detto di auspicare che il creazionismo venisse incluso nei programmi scolastici , mentre il poveruomo semplicemente diceva che la teoria dell’evoluzione era falsa, e che tra le schiaccianti prove c’è il dato di fatto che gli uomini hanno convissuto coi dinosauri ecc…ecc…: Maciej è una classica pigna in culo.

http://scienceblogs.com/pharyngula/2006/11/nature_publishes_a_crank_lette.php

Maciej in quella occasione si presentava come appartenente all’istituto di dendrologia dell’accademia delle scienze polacca: tra le tante lettere che seguirono la pubblicazione della replica (il cui tono generale era: “ma questo da dove è uscito?”) ce n’era una della direttrice di quell’istituto, Gabriela Lorenc-Plucin, che ci teneva a puntualizzare che quanto detto da Giertych non rispecchiava certo la posizione dell’istituto, e che a suo parere il creazionismo non è scienza. Dice poi Joanna Rutkowska, dell’Istituto di Scienze Ambientali (Jagiellonian University) di sentirsi esterrefatta come scienziata, e di provare imbarazzo come scienziata polacca, assicurando che gli scienziati del suo paese sono ben lungi da essere sulle posizioni dell’illustre compatriota di cui sopra.

Dettagli qui:

http://scienceblogs.com/pharyngula/2006/12/pigpile_on_maciej_giertych.php]

La verità, banale e meravigliosa allo stesso tempo, è che, come scrive de Mattei, «dal punto di vista della scienza sperimentale, entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare». [e se lo dice il vicepresidente del CNR, dovete crederci]

L’articolo è firmato da Fausto Carioti, ed invito i fedeli a visitare il suo esilarante blog, che tra l’altro riporta l’articolo di Libero con l’etichetta “Epistemologia e scienza” (…)

http://aconservativemind.blogspot.com/2009/11/scienziati-contro-darwin.html

Retards

Possa il nostro Pastoso Signore illuminarci, RAmen

AGGIORNAMENTO:

nel caso stentiate ancora a credere a quanto riportato

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/LIBRI-PUBBLICATO-EVOLUZIONISMO-IL-TRAMONTO-DI-UNIPOTESI-CURATO-DA-DE-MATTEI_3957008951.html

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=26553&Itemid=46

questo è esilarante:

http://serpentario.wordpress.com/2009/10/29/antievoluzionisti-e-non-per-fede/

ed è stato seguito da questo, dove si parla di un altro libro firmato da uno dei partecipanti al “convegno internazionale mondiale italiano” del 16 ottobre

http://serpentario.wordpress.com/2009/11/03/lalternativa-a-darwin/

Leucophaea, nel mio blogroll, commenta così la notizia:

“Andate avanti voi, a me viene da ridere, se non piangere.”

http://leucophaea.blogspot.com/2009/11/questo-e-vicepresidente-del-cnr.html


Responses

  1. Però anche Popper ha le sue responsabilità, dato che nemmeno lui capiva niente di evoluzione.

  2. Infatti ho un vago ricordo di una frase di Karl in merito, ma non mi metto nemmeno a cercarla. La scienza è semplicemente qualcosa che FUNZIONA, non è uno strumento perfetto ma, come diceva (inchino) Sagan, è il migliore che abbiamo. E l’evoluzione funziona. A proposito, domani ci sarà il primo Carl Sagan Day
    http://www.carlsaganday.com/
    Dannati yankee…
    RAmen

  3. Non entro nel merito della conversazione. Per conoscere il mio punto di vista sull’argomento si può accedere al sito https://sites.google.com/site/13sett/home/evoluzionismo. Qui mi riferisco semplicemente all’intestazione di questo sito, dove è scritto “Se Darwin la sapeva tanto lunga, perché non ha mai vinto un Nobel?”. Osservo: Se tutte le persone di grande talento dovessero ricevere il Premio Nobel, quale enorme somma di denaro ci vorrebbe? Le persone di grande ingegno non sono soltanto quelle che ricevono il Premio Nobel. Inoltre, Darwin è morto nel 1882, mentre il Premio Nobel fu istituito nel 1895 (ben 13 anni dopo la morte del naturalista) e il primo premio fu assegnato nel 1901. Non mi risulta che normalmente il premio lo diano anche ai morti, tranne le medaglie d’oro.

  4. Ammazza che iniezione di cultura. Un attimo che mi riprendo.
    Ecco: l”intestazione ironizza su un exploit della parlamentare Gabriella Carlucci.
    Ne parlo qui
    https://spaghettovolante.wordpress.com/2008/07/07/gli-abissi-dell-ignoranza/
    bye

    RAmen

  5. Ora che Karmic Koala komincia a funzionare trovo finalmente il tempo di leggere il post con la dovuta calma e attenzione. Allora…

    Il termine entropia fa presa, si può anche cominciare a usarlo come intercalare, senza abusarne, che non diventi una moda. Poi a cosa si riferisca è cosa del tutto secondaria, basta sapere che è qualcosa che aumenta sempre, come il prezzo della benzina.
    Gli sconvolgimenti geologici di cui si parla non sono indicati con precisione. È per caso il diluvio di Noè, quello per cui si è formato il Gran Canyon? Ops osservazione precisa identica a quella di Spago, non considerare il paragrafo.
    “Gabriela Lorenc-Plucin&nacute”: esempio di evoluzione simile alle erbacce, negativa, in questo caso dovuto alla mancanza di un “;”.

    Tutto ciò premesso torniamo al koala. Quando ha smesso di piovere e le acque si sono pian pianino ritirate l’arca è andata a incagliari sulla punta del monte Ararat, in Armenia, vicino alla Turchia. Man mano che gli animali scendevano Noè ci diceva dove andare e addio (era religioso lui, anche se di una fede doppiamente sbagliata: non pastafariano, non cristiano ma (ebbene sì) ebreo).
    Quando è toccato il turno del koala, e gentile signora, Noè ci ha detto: “tu in Australia” e lui, e la sua signora, ci sono andati. Avete presente? Ci si mette un sacco di tempo con l’aereo, che fa anche deviazioni assurde ma questo è un altro discorso. Il koala, e la sua signora, a piedi! e a nuoto quando capitava. E la bibbia non parla di mappe. Allora il koala arrivato a destinazione ha pensato di riposarsi un po’. E continua a pensarlo. E anche nell’installazione dopo devi rimettere a posto tutte le cose che avevi fatto con il buon Jackalope (coniglio mannaro, questo a rigore nella bibbia non l’ho trovato ma cercherò bene).

    E questi caro Spago sono fatti che mal si prestano con una teoria come quella dell’evoluzione. Io sono portato a vederci l’opera del Prodigioso Mostro Volante degli Spaghetti, sempre sia venerato il Suo Nome.

    Intanto che l’entropia continua a aumentare (come il prezzo della benzina) auguro buona pasta a tutti, e continuo le personalizzazioni del Koala Karmico, RAmen.

  6. Correggo il nome della botanica, grazie.

    RAmen

  7. E tutto il resto? le mie osservazioni pasto-koalike? e entropiche e entropicamente rilevanti?
    Possa FSM toccarti con le Sue Pappardellose Appendici e toccare anche me, già che c’è, RAmen.

  8. Io penso che Noè fosse il primo pirata, ma il fatto che ci fosse solo lui sulla terra lo ha mandato in depressione, e non era ancora stata inventata la pasta.
    Se questo è vero, e non c’è ragione per cui non lo sia, è improbabile che abbia deciso di caricare sul suo bastimento un impossibilione di specie togliendo spazio al prezioso rum che gli avrebbe alleviato l’astinenza dalla pasta (non ancora inventata, ma rivelata).
    Gli animali hanno dovuto arrangiarsi in altro modo, forse evolvendosi, chissà.

    RAmen

  9. Mi sa che hai ragione, come al solito la verità alla fine viene a galla. Quello che non viene a galla affonda e a volte finisce nei sedimenti che poi confermano mutazioni che guarda caso sembrerebbero smentire i creotardi.
    RAmen.

  10. (A proposito della risposta – vedi sopra – riguardante l’intestazione del sito)
    Benissimo! Tornare sull’argomento è stato utile. Grazie.

  11. Grande Spaghetto, perdona l’ardire, ma c’è un altro link che ti suggerisco:
    http://sites.google.com/site/scientificcritiqueofevolution/
    The Scientific Impossibility of Evolution, recita il titolone ad effetto. Per questa gente effettivamente è impossibile capire cosa sia la scienza, figuriamoci l’evoluzione! C’è anche il sedicente sedimentologo Berthault, un diplomato che si diletta a distruggere castelli di sabbia con l’acqua dello sciacquone ed è convinto di essere uno scienziato. D’altra parte non tutti possono convincersi di essere Napoleone, un po’ di variabilità ci deve essere.

    RAmen

  12. Si purtroppo sono stato informato di quella roba. Mi chiedo se Tassot, Berthault & Co stiano cercando di ottenere un permesso di soggiorno. Questo e’ senz’altro il paese giusto per loro, purtroppo.

    RAmen

  13. sono d’accordo con voi!

  14. […] del nostro vicedirettore Fausto Carioti [che è l'epistemologo dilettante di cui ho parlato qui https://spaghettovolante.wordpress.com/2009/11/05/popper/] che il 3 novembre annunciò l’uscita del volume di De Mattei su Libero, definito […]


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