Pubblicato da: spaghettovolante | 2 febbraio 2010

Squilibrio

Nel precedente sermone, ho commentato uno psichedelico articolo del comandante in capo dell’ AISO (www.creazionismo.org), ovvero Mihael Georgiev.

Ora, sempre tramite l’impareggiabile blog di Biccio Fratus, abbiamo il privilegio di leggere un altro articolo lisergico pubblicato originariamente sulla nota testata Il Corriere del Sud, il cui autore è stato tra gli oratori del cosiddetto primo congresso creazionista italiano, organizzato appunto dall’AISO. Questa Chiesa ha già commentato il suddetto convegno/congresso (che non sarebbe stato il primo, comunque: ci aveva già pensato il viceprez del CNR in febbraio, come sapete), raccontandone la tragicomica organizzazione (oratori ignari della partecipazione, locali inesistenti o mai assegnati e via dicendo). Particolari qui, qui e qui.

L’autore è Ferdinando Catalano, con un curriculum di tutto rispetto. Dal blog di Oca:

http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2009/02/13/per-carnevale-vi/

– Ferdinando Catalano, ex fisico all’università del Molise, oggi insegnante in forse tuttora direttore di una scuola e collaboratore dell’Archeologia misteriosa (correzioni 19.02, grazie prof. Catalano.)

Io aggiungo che Ferdy è anche consulente dell’associazione Narkas, che si pone un preciso obiettivo, ovvero:

Associazione volta a raggiungere i resti presunti dell’Arca di Noè sul Monte Ararat

Nell’augurare buona fortuna a tale virtuosissima impresa, veniamo al sodo. Al solito, note in rosso, commenti e ipertesti miei

da http://antidarwin.wordpress.com/2010/01/26/la-formula-dell’evoluzionismo/

LA FORMULA DELL’EVOLUZIONISMO?
gennaio 26, 2010
di Ferdinando Catalano

Nel suo saggio “ In principio era Darwin” (Longanesi, 2009) il noto matematico Piergiorgio Odifreddi , punta di spicco dell’ateismo radicale made in Italy, dedica un capitoletto (cap.10 pagg 78 – 83) a ciò che lui stesso definisce come la formula dell’evoluzionismo. Nell’introdurre l’argomento l’autore spara una bordata contro il suo arcinemico Antonino Zichichi,fisico italiano di chiara fede cattolica, di cui sottolinea l’ignoranza (almeno in materia di biologia) quando definisce la teoria dell’evoluzione come non scientifica in quanto priva di carattere predittivo ( A. Zichichi , Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, Il Saggiatore, 1999). In buona sostanza, per riassumere il pensiero dello scienziato siciliano, tra le proprietà di una teoria scientifica ci deve essere quella di riuscire non solo a spiegare un fenomeno che evolve sotto i nostri occhi ma anche di saper prevedere in che modo, in quale direzione il fenomeno evolverà nel tempo. Così quando la teoria dell’evoluzione stabilisce che i tempi naturali dell’evoluzione sono lunghi perché in diecimila anni non sono state osservate variazioni nella specie umana, lo fa non perché ciò sia una diretta verifica di una legge formale , di un’equazione matematica ma solo di un’abile quanto sottile tautologia che rischia di sfuggire ai più : i tempi dell’evoluzione sono lunghi perché sono lunghi.

(invece di sprecare tempo sul giochino retorico, più o meno consapevole, della tatutologia, parliamo un po’ di Zichichi e Odifreddi, che ne vale la pena. Il libercolo di Zichichi non è stato maltrattato da Odifreddi solo nel suo ultimo libro, ma il matematico aveva già provveduto a ridicolizzarlo con dovizia di particolari in una recensione, e non solo riguardo all’evoluzione. PGO per questo è stato querelato, forse per lesa maestà)

All’ignorante Zichichi risponde dunque Odifreddi informandolo che in biologia una formula dell’evoluzionismo esiste da più di cento anni e tira in ballo la legge di Hardy e Weinberg . Per capire di che cosa si tratta e non essere tacciato a mia volta di ignoranza, cercherò di illustrare alcuni concetti base : il lettore non me ne voglia se non potrò sorvolare su alcune elementari questioni di algebra.

Il padre della moderna genetica G. Mendel aveva compreso incrociando i piselli (Saggio sugli ibridi vegetali, 1866) che i caratteri originari di una popolazione madre si trasmettono invariati alle generazioni successive e si distribuiscono sempre nella proporzione 3:1 . Il monaco boemo definì dominanti i caratteri che si presentavano con maggiore frequenza e recessivi gli altri.

Come mai, si chiese qualcuno a quel tempo, i caratteri ereditari dominanti nel lungo periodo non finiscono per far sparire quelli recessivi stante la proporzione 3:1?

(Mendel in realtà non faceva affatto le cose così facili, ma se Ferdy si preoccupa che i suoi lettori siano disturbati dall’algebra, io non ho la stessa preoccupazione riguardo a voi, o fedeli, che sicuramente non vi annoierete, nel caso, a rileggere le conclusioni di Mendel, nei vostri libri o altrove)

La spiegazione la diedero in modo indipendente Godfrey Hardy e Wilhelm Weinberg nel 1908 ed è nota come Legge dell’equilibrio di H. e W. Avete letto bene, proprio così, dell’equilibrio. Con le attuali conoscenze di genetica si può spiegare in modo semplice ricorrendo ad un breve calcolo matematico:

(Quanto segue potete anche saltarlo a piè pari: oggi sono in vena di magnanimità, e quindi possiamo dire che, anche se i lettori, ignoranti o meno in algebra,  alla fine dell’esposizione non avranno ancora capito cosa sia un carattere dominante e uno recessivo e perché, concediamo pure che lo sforzo titanico di descrivere l’equilibrio, senza ricorrere a un comodo copia e incolla, viene fatto)

Ciascun carattere ereditario è presente nei geni nelle due varianti (alleli): dominante A e recessiva a
Nella riproduzione sessuale ciascun genitore è portatore delle due varianti A e a e nella meiosi (il processo di divisione delle cellule sessuali che porta alla formazione dei gameti cioè cellule il cui corredo cromosomico è aploide ovvero metà del corredo cromosomico caratteristico della specie.) metà dei gameti avranno l’allele A e l’altra metà avrà l’allele a.
Si supponga adesso che in una popolazione biologica sia d la percentuale di individui che presentano un certo carattere dominante (ad esempio occhi castani ) e sia r la percentuale di quelli che presentano il carattere recessivo (ad esempio occhi verdi).
Se la riproduzione sessuale avviene all’interno di questa popolazione liberamente e secondo le leggi del caso, si potranno verificare le seguenti combinazioni : Aa, AA, aa , aA. Ciò equivale a dire che il portatore del carattere dominante potrà incrociarsi o con un altro dominante (AA) o con un recessivo (Aa) . Pertanto la presenza dell’allele dominante nella generazione figlia sarà dxd+dr=d(d+r)=d. A sua volta il portatore del carattere recessivo potrà incrociarsi con un altro recessivo (aa) o con un dominante (aA) e la percentuale totale dei recessivi sarà rxr+rd=r(r+d)=r. Infatti la somma delle percentuali (d+r) deve valere il totale generale della popolazione cioè 100/1

(eccoci qua, ora Ferdy è pronto a seppellire l’evoluzione. Con mezzi retorici ovviamente, dal momento che i fatti dimostrano l’evoluzione e seppelliscono ogni spiegazione soprannaturale della vita sulla Terra)

La conclusione è evidente : nel corso della riproduzione sessuale , di generazione in generazione , le percentuali della variante dominante e recessiva relative a uno stesso carattere rimangono inalterate. Ecco perché questa legge è detta dell’equilibrio.

E sarebbe questa la formula dell’evoluzionismo? E l’evoluzione dov’è? A me sembra semmai molto simile ad un principio di conservazione. Ma non solo a me sembra così e a togliermi il dubbio di non aver capito niente ci pensa lo stesso Odifreddi il quale immediatamente dopo la clamorosa scoperta aggiunge : “ Poiché l’evoluzione avviene quando le cose cambiano, essa è possibile soltanto quando non si verificano almeno alcune delle condizioni che portano all’equilibrio di Hardy e Weinberg…(pag.82)

(evidentemente è troppa la fatica di elencare le condizioni dell’equilibrio HW, o forse c’è il rischio che qualcuno poi si accorga che si stanno dicendo delle cazzate. Le condizioni sono queste:

1. la popolazione deve essere infinita

2. l’accoppiamento è totalmente casuale

3. non c’è migrazione o emigrazione

4. non c’è selezione

5. non c’è mutazione

In natura queste condizioni non sono mai rispettate interamente: per forza, è un modello ideale, come ce ne sono tanti nella scienza. Mai sentito parlare di gas perfetti o della Macchina di Carnot? Quindi l’equilibrio in natura non regge, nuovi caratteri emergono, altri vengono eliminati e si ha l’evoluzione)

Ma qual è la legge matematica che formalizza e regola il cambiamento ? Silenzio. Dunque se e quando le cose cambiano allora si verifica un salto evolutivo. Questa più che la formula matematica dell’evoluzionismo mi sembra la formula della speranza dell’evoluzionismo.

(Fa quasi tenerezza, vero? Essendo un modello probabilistico, l’equilibrio vale come “ipotesi nulla“: se non c’è l’equilibrio, vuol dire che almeno una delle 5 condizioni non è rispettata. Ma che si tratti di mutazione, flusso o deriva, selezione e dimensione della popolazione, si assegnano valori numerici in forma di coefficienti, e si procede alla sperimentazione. Ad esempio, possiamo calcolare l’effetto della selezione sulle frequenze geniche, come descritto qui)

Tutto qui . Se non fosse per la buona fede che l’insigne Odifreddi mette nel suo scritto, direi che si tratta di una colossale presa in giro. (G-E-N-I-O!)

Confortato da un così illustre precedente avrei deciso anch’io di rivelare una sensazionale scoperta : il moto non rettilineo di un corpo in caduta libera . Un corpo in caduta libera descrive una traiettoria rettilinea lungo la congiungente con il centro della Terra ma se e quando è investito lateralmente da un altro corpo allora la sua traiettoria diventa una spezzata. Dite che posso aspirare al Nobel per la fisica ?

(se hanno dato il Nobel per la pace a Madre Teresa, tutto è possibile a questo mondo. Non mi allontanerei troppo dal telefono, la telefonata da Stoccolma potrebbe arrivare da un momento all’altro)

trad.: "se fosse possibile ragionare con le persone religiose, non esisterebbero persone religiose"

RAmen


Responses

  1. Secondo me Catalano va preso a piccole dosi, omeopatiche oserei dire. C’è il rischio che poi uno si creda troppo brillante. Ma poi non dovrebbe occuparsi di fisica? O forse da piccolo voleva fare altro e sono stati i genitori a costringerlo, magari dicendogli che così poteva conoscere Zichichi?
    In ogni caso possa Nostro Pastoso Signore toccare le sue molteplici attività che non mancheranno di dare lustro alla ricerca italiana. Ma un attimo: l’arca poi se la tengono i turchi. I turchi!!!11
    E gli studi biblici a Antikitera se li beccano i grechi (o si dice i greci?, quelli che abitano in Grecia, va!). Il sito promette bene (ma il prof. non è un fisico?). Facciamo così: domani compro un microscopio e lo leggo. Per intanto medito sul primo mistero dell’archeologia misteriosa: perché si deve usare un font così piccolo se si visualizza a video e non si stampa.
    RAmen.

  2. non ce l’ho fatta a leggere il post fino alla fine, che stasera sono stanco morto. ma è davvero molto interessante. domani completerò la lettura😀

    in quanto matematicofilo sto dalla parte di odifreddi, anche se alle volte è più showman che matematico.

  3. Obiezione! Un corpo in caduta libera, poiché ci troviamo su un corpo in rotazione (ricordiamolo, la Terra è sferica e ruota attorno al Sole, oltre che sul suo asse), almeno dal nostro punto di vista gli oggetti in caduta libera sono soggetti a varie forze apparenti (forza di Coriolis, …), per cui non descrivono una retta.

    Niente Nobel, mi dispiace. Quest’anno premieranno una scimmia che ha formulato una teoria premendo tasti a caso su una macchina da scrivere. Se lo merita di più.

  4. Si anche secondo me Odifreddi è un po’ showman, e nemmeno io parlarei di formula dell’evoluzione. Ciò che Odifreddi vuole fare è porre l’accento sul fatto che l’evoluzione si tratta matematicamente, e questo è un fatto nudo e crudo. Come lo è che in base a modelli come quello H/W possiamo fare predizioni. Se si vogliono fare delle epistemologiche pulci attorno alla parola “formula”, questa è divulgazione, a differenza dei libri di Zichichi.
    I divulgatori, ma anche gli scienziati, per dialogare non disdegnano il linguaggio metaforico né l’ironia. Non ci sono premi da ricevere, ma informazioni da dare, a specialisti e non.

    RAmen

  5. Gloria Gloria al FSM. Le sue pappardellose appendici mi hanno toccato e sono stato pervaso dalla sua potenza. Ogni bene a questa chiesa e ai suoi fedeli che si impegnano per portare la parola di Bobby (inchino) Henderson in ogni dove.

    Ramen

  6. RAmen fratello, benvenuto.

  7. Forse volevi dire “se hanno dato il Nobel per la pace a BARACK OBAMA, tutto è possibile a questo mondo.” ?

    RAmen e che le pappardelle al sugo di cinghiale siano con voi.

  8. No No..intendeva proprio Madre Teresa secondo me…
    consiglio la lettura del libro:

    La Posizione della Missionaria
    http://www.uaar.it/ateismo/opere/47.html

  9. Esattamente VoodooPuma, intendevo proprio la piccola suora fanatica. Amica dei dittatori, propugnatrice di un perverso culto della sofferenza ecc…ecc… E’ tutto nel libro segnalato e nel mio canale youtube è presente il documentario.

    RAmen


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: