Pubblicato da: spaghettovolante | 3 ottobre 2010

Il primo

di una lunga serie…

(cliccare per ingrandire)

RAmen

da http://antidarwin.wordpress.com/2010/09/29/ottobre-di-fuoco-per-il-neodarwinismo/

Pubblicato da: spaghettovolante | 29 settembre 2010

Dillo con un Demotivational

Se c’è una cosa per cui vorrei essere ricordato, è essere stato tra i pionieri che in Italia hanno cominciato a utilizzare i demotivational posters.

Ora che attraverso facebook hanno preso piede anche qui, mi accorgo però di una cosa: mancano ancora dei poster che si riferiscano puntualmente all’arretratezza culturale Made in Italy.

Ecco perché ho pensato di proporre a fedeli e simpatizzanti la creazione di demotivational tali da sopperire a questa mancanza.

Credo che raccontare per immagini + satira l’oscurantismo scientifico quotidiano nostrano (no, non reputo esagerata la parola “oscurantismo”, e nemmeno “quotidiano”) possa essere tanto catartico, quanto divertente.

Oserei dire anche necessario, visto che i nostri vignettisti più famosi di solito si guardano bene da toccare argomenti scientifici, se non di striscio, e lo stesso discorso vale per i comici.

Inizio io, proponendovi questi.

Se l’idea prende, sarò anche felice di utilizzare i demotivational che mi saranno segnalati in qualsivoglia modo (fb, mail, link), ovviamente specificando secondo preferenze la paternità dell’opera.

Per quanto mi riguarda, ho messo un discreto watermark e continuerò a farlo nei successivi poster, per incrementare il numero di fedeli se (come spero) inizieranno a girare, ma non mi si fa certo un torto se, se vi piace il poster, rimuovete la firma prima di condividerlo.

L’importante è che l’idea giri.

Intanto, unitevi a me nel ringraziare l’amico “Un passante” per avermi accontentato quando gli ho chiesto di farmi il fotomontaggio col Viceprez Bob qui sopra.

RAmen

Pubblicato da: spaghettovolante | 25 agosto 2010

Stupidità: solo una parola?

Il Fratello Michelangelo ci ha segnalato in un commento un video, dopo averne avuto notizia dal L’Antievoluzionismo in Italia (data 18-08-2010).

Vale la pena che anche questa Chiesa ne parli un po’.

Il video dura un’oretta, e consiglio di guardarlo (magari a rate). Mi limito qui a segnalare qualche momento “cult”.

Si tratta di un professore di scienze di scuola media di religione evangelica che insegna agli adepti via powerpoint le basi per la propaganda contro la scienza.

Questo il meglio:

  • il bambino che inizia immediatamente a piangere (segno divino).
  • un pistolotto filosofico/buonista rivoltante sul fatto di essere gentili con gli EVILuzionisti.
  • un filmato satirico che prende in giro la gente come loro, preso a esempio di cosa non bisogna fare per convincere noi. Come ha notato Michelangelo, il suddetto filmato è stato oggetto di un mio sermone, 2 anni fa https://spaghettovolante.wordpress.com/2008/10/23/pubblicita-progresso/.
  • non esistono gli anelli mancanti (forme di transizione), quindi l’evoluzione non è un fatto, come ha osato dire “una parte” della comunità scientifica italiana, dopo che il colpo di spugna sull’evoluzionismo nei programmi scolastici (si mostra un video del TG3).
  • un astante perplesso dal fatto che da Adamo ed Eva abbiano siano derivati “i neri, piuttosto che i gialli, non so come chiamarli diversamente“.
  • selezione naturale: il prof spiega ai bambini che la selezione naturale esiste, ma si muove solo all’interno della stessa specie. Domanda rivelatrice del pubblico “ma quindi noi non contestiamo la selezione naturale?!” Non a caso, i fedeli sono spesso metafora di pecorelle smarrite…o era viceversa? Boh…
  • Darwinismo sociale come opera lampante dell’Anticristo.
  • se tutti gli animali vanno dal semplice al complesso, come mai l’uomo è l’unico animale che prega?
  • l’Homo erectus, l’Uomo di neandertal, habilis & Co sono tutti la stessa specie (si, lo dice, non sto scherzando).
  • uno spezzone di Ulisse preso a esempio degli errori madornali dei darwinisti che negano l’anima bla bla bla: peccato che il filmato in questione narri dello scontro tra Wilberforce e Huxley in maniera storicamente errata http://en.wikipedia.org/wiki/1860_Oxford_evolution_debate. Del resto, l’oratore all’inizio fa capire che ha preso roba a casaccio da Internet.
  • l’Uomo di Piltdown come prova che se gli anelli mancanti mancano, li si possono costruire.
  • Nani e giganti.
  • Gioco di prestigio: con il presumibile aiuto della lettura di L’Uccellosauro ed altri animali di Blondie, il riccioluto insegnante afferma che l’Archaeopteryx è un falso. Come? Per prima cosa parla della sua scoperta nel 1860 (proprio quando c’era “bisogno” di conferme) poi, con un abile gioco di mano parla del falso (effettivo) di Archaeraptor liaoningensis.  Nel farlo, continua a mostrare le foto di Archaeopteryx su un libro di testo, mugolando allo scandalo. Piuttosto stomachevole. I dinosauri piumati sono esistiti, ecco una lista http://en.wikipedia.org/wiki/Feathered_dinosaurs. Il (loro) Dio deve aver avuto un bel daffare a fare buche per mettere a prova la (loro) Fede. Il nostro, invece, è un Dio burlone, ma non così tanto.
  • L’Intelligent Design è un affronto a Dio. Dio non ha creato le specie attraverso l’evoluzione, le ha create e basta, come narra il best-seller La Bibbia
  • Sbroccamento generale del pubblico, copio e incollo da l’Antievoluzionismo in Italia: “… l’evoluzione fa parte di un progetto antireligioso … tutto sarebbe frutto del caso … atteggiamenti anche lascivi sono permessi … c’è il gene dell’omicidio … c’è il gene della pedofilia … senza disegno divino .. tutto è permesso … si torna all’animale … se pecchiamo non è colpa nostra … agiamo per istinto”
Al resto aggiungete varie battute idiote da parte del tizio dei “neri” e dei “gialli”, che incorniciano degnamente questa sagra dell’idiozia. Non IDiozia, questa è più genuina e sincera.
RAmen
Pubblicato da: spaghettovolante | 29 luglio 2010

Lavoro sporco #3

Spaghettovolante negli anni '30. Resistenza non violenta al proibizionismo.

Oooooooook, chi mi segue su Fb ha già avuto una anticipazione mesi fa: mi sono un pochino alterato per una fatwa che Beppe Grillo ha lanciato contro il Museo Lombroso di Torino.

Una certa dose di paraculaggine mi ha indotto a lasciar perdere la faccenda, poiché QUESTA Chiesa cerca di lasciare la politica fuori dai suoi sermoni. Poi però ho pensato che visto che sono automaticamente comunista perché mi limito a far notare che la dottrina creazionista è la tempesta perfetta dell’imbecillità, e parimenti mi prendo del fascista perché faccio una cosa simile riguardo all’omeopatia e alle scie chimiche, mi sono detto che la paraculaggine non paga.

Vediamo qualche divertente esempio di attestati di stima al mio (ma anche nostro, o Fratelli) indirizzo in salsa politica:

Da: eEustachio su 20 marzo 2010
alle 17:31

Fascista sei tu SPAGHETTO VOLANTE stonzo leccaculo del CICAP siamo tutti matti le scie chimiche sono reali basta aprire la finestra mangiamerda in saecula saeculorum PUTTANA!!

https://spaghettovolante.wordpress.com/2009/04/26/il-fascismo-di-tanker-enemy-colpisce-ancora-by-nico/#comment-2481

e

Da: Luca Poma su 11 giugno 2009
alle 13:06

[bla bla bla bla bla e ancora bla] PS PS: un blog è un luogo di libera discussione, nel rispetto della diversità di opinioni. E’ la democrazia della rete. Se non te ne frega nulla di chi dice qualunque cosa sulla quale non sei d’accordo, non aprire un blog. Il fascismo è poco internet.
Bye
Luca

https://spaghettovolante.wordpress.com/2009/06/09/lomeopatia-uccide-by-phil-plait/#comment-1329

Riassunto della vicenda.

In aprile, ul blog di Grillo, uno dei siti più seguiti in Italia assieme a Youporn, appare in evidenza il video sottostante. Con una musichina di sottofondo che non ha nulla a che invidiare a Voyager, si mostrano riprese del nuovo Museo Lombroso di Torino, e si finisce con un appello: chiudere il museo Lombroso.

In maggio, Grillo in persona scende in campo per questa nobile causa.

http://www.beppegrillo.it/2010/05/i_neoborbonici_contro_lombroso.html

Se a Berlino ci fosse un Museo dedicato a Alfred Rosenberg, l’ideologo nazista della superiorità della razza ariana. E se nel Museo Rosenberg fossero esposti i resti dei deportati ebrei nei campi di concentramento. I loro scheletri, i loro crani sezionati per dimostrarne l’inferiorità.
Se a Torino ci fosse, e c’è, un Museo dedicato a Cesare Lombroso, l’ideologo della superiorità settentrionale nei confronti degli abitanti del Sud. E se nel Museo Lombroso fossero esposti, e sono esposti, i resti dei patrioti meridionali chiamati briganti uccisi a decine di migliaia durante l’occupazione piemontese del Regno delle Due Sicilie. I loro scheletri, i loro crani sezionati per dimostrarne l’inferiorità racchiusi in teche a centinaia invece di essere sepolti nella loro terra come richiederebbe almeno l’umana pietà. Un’Italia cialtrona, razzista, inconsapevole della sua Storia celebra i 150 anni. La Regione Piemonte chiuda il Museo o almeno trasferisca i resti dei meridionali nei loro luoghi di origine.

Solo leggendo queste righe, si potrebbe pensare che il museo sia una apologia di Lombroso e dei suoi studi. Metto il link a wikipedia su Lombroso, visto che Grillo tesse le lodi di questa enciclopedia libera.

http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Lombroso

Invece basta guardare proprio il grillesco video per rendersi conto che sono le stesse didascalie del Museo Lombroso a demolire puntualmente molte delle teorie dello scienziato italiano. Perché allora, comunque, dedicargli un Museo?

La cosa è piuttosto elementare, se ci si disturba ad informarsi.

Lombroso è stato un GRANDE criminologo e un GRANDE psichiatra, e questo è semplicemente un dato di fatto. Si dedicò a queste discipline con metodo e accuratezza. Cercava soluzioni razionali e materialistiche ai problemi a cui si trovava di fronte. In tutto questo, prese dei granchi colossali, come è successo a tantissimi PRIMA e DOPO di lui. Spinse il determinismo fino alle estreme conseguenze, credendo di poter fornire una spiegazione biologica per ogni comportamento deviato. Interpretò nel modo sbagliato molti dati raccolti e ignorò quelli che non si accordavano con le sue teorie.

Nessuna sorpresa quindi se abbracciò il darwinismo sociale. Molte delle teorie di Lombroso sono a ragione definite pseudoscientifiche, ma Lombroso rimane uno scienziato che, come ogni uomo, era immerso nella cultura del proprio tempo. Certo, proprio quelle pseudoscienze furono portate avanti dopo di lui, ma un museo dedicato a Lombroso non dovrebbe suscitare più scalpore di uno dedicato qualunque altro personaggio storico i cui studi, con tutti i distinguo possibili e immaginabili, sono stati comunque una tappa nel processo della conoscenza.

Cito a questo proposito un interessante blog che ho trovato

da http://nicolozarotti.com/beppe-grillo-e-il-museo-cesare-lombroso-quando-lignoranza-ha-il-sopravvento/

[…] Cesare Lombroso era un medico di fine Ottocento e, come tale, va visto nell’ottica del proprio tempo. I suoi studi prendevano spunto dalla frenologia, che sì, era una pseudoscienza, ma senza la quale non sarebbe mai nato il localizzazionismo e di conseguenza oggi non avremmo la neuropsicologia e gran parte della neurologia. Allo stesso modo, la moderna criminologia non sarebbe mai nata senza gli studi di Lombroso che, sebbene siano ormai ovviamente inaccettabili, hanno sensibilizzato l’ambiente accademico sul problema dell’origine della condotta criminale, fino ad allora ritenuta prodotto di un funzionamento mentale di stampo utilitaristico[…]

[…] Il passato della scienza, con i suoi lati oscuri, va studiato e appreso: si possono deprecare i metodi che lo hanno caratterizzato, ma non si può cancellarlo.

Tanto per fare un esempio, Aristotele era razzista (come tutti i greci, del resto: chiamavano barbaroi, ossia “barbari”, tutti quelli che non parlavano la loro lingua) e credeva che i nervi nascessero dal cuore.
Che ne dici Beppe? Bolliamo anche lui come un povero rincoglionitochiudiamo tutti i musei che lo riguardano?

Quindi, quando Grillo paragona Lombroso al criminale di guerra che ha scovato mettendo su Google “razza ariana = brutto” è talmente idiota da rivaleggiare con le argomentazioni creazioniste.

http://it.wikipedia.org/wiki/Reductio_ad_Hitlerum

Veniamo ora, visto che è chiaro che qui il Lombroso è solo un pretesto, alla questione dei brigantaggio. Grillo appoggia i movimenti meridionalisti dicendo che le ossa di quelli etichettati da Lombroso come “briganti” (reperti che sono nelle collezioni del museo non da aprile 2010, ma da quando il perfido Lombroso ne venne in possesso) devono essere riconsegnati ai discendenti per “essere sepolti nella loro terra come richiederebbe almeno l’umana pietà.”

Bene, allora io ESIGO che le mummie dei faraoni conservate nei musei di tutto il mondo siano riportate in Egitto e ricollocati nelle loro tombe previa cerimonia al Dio Ra o a qualunque alla fantasiosa divinità di turno.

Ogni resto umano presente in un museo è un sacrilegio e un affronto razzista e/o …….ista (riempire i puntini a piacere), e pertanto deve poter riposare in pace dove vogliono i discendenti, non essere considerati ormai reperti storici da cui possiamo ancora imparare e far imparare. Gli spiriti ci parlano, e se non li accontentiamo, verranno qui in cerca di vendetta…

Da ultimo, precisazione assolutamente non necessaria, ma la faccio lo stesso: i bisnonni di Spaghettovolante erano dei contadini TERRONI, got it?

Se io fossi uno dei curatori del Museo, e qualche grillino o chi per lui mi venisse a dare del razzista per come mi prostituisco al potere politico (o altra cagata), non potrei fare altro che mettermi a misurare il suo cranio. Non perché ci creda, ma solo per il piacere di farlo incazzare.

Ecco perché è meglio che io non diventi mai curatore del Museo…

RAmen

Pubblicato da: spaghettovolante | 5 luglio 2010

Equivoci evoluzionisti

Da un po’ di tempo, sul seguitissimo blog antidarwin, ho notato che l’attività in termini di articoli pubblicati è in aumento esponenziale.

Valenti studiosi delle più varie discipline stanno mettendo a disposizione della nota testata di divulgazione scientifica le proprie competenze. Il pubblico esulta e saluta i nuovi arrivati con una selva di peti amplificati da vuvuzelas.

Vediamo ora uno dei più recenti parti , che da bravo stercorario mi affretto a commentare.

Al solito, note in rosso e ipertesti miei.

Link all’opera

Equivoci evoluzionisti nei libri di testo

di  Fernando De Angelis


1. Il gioco delle “tre carte”

Nei testi scolastici (ma non solo) l’evoluzionismo è trattato facendo una specie di “gioco delle tre carte”: si indirizza l’attenzione su due carte attraenti e così il lettore non si accorge che gliene viene rifilata una terza. Per far questo si definisce in genere l’evoluzione in termini molto vaghi, dandone poi più di una versione. Si finisce così per considerare come “evoluzione” qualsiasi cambiamento che si produce nel corso delle generazioni, mescolando insieme tre variazioni concettualmente molto differenti fra loro. (ohibò! questo corsivo già mi fa rabbrividire fino al midollo. SUSPANCE!)

Tutti sanno che i fratelli sono diversi fra loro e diversi dai genitori. Questo tipo di variazione è dato dal rimescolamento genico, dovuto al fatto che ciascun genitore trasmette ai suoi figli solo la metà del patrimonio genetico che possiede. Se abbiamo due mazzi di carte da 40, per esempio, e ne peschiamo 20 da un mazzo e 20 da un altro, avremo un nuovo mazzo da 40 carte che differirà dai due mazzi di partenza: ciò anche se i due mazzi di partenza fossero stati uguali fra loro. Nel nuovo mazzo, però, non ci sono carte nuove, ma solo una diversa combinazione di quelle già esistenti. Questo fenomeno (rientrante in quella che viene definita “microevoluzione”) spiega molto bene il formarsi delle varie razze all’interno di una determinata specie, non può però assolutamente spiegare la comparsa di caratteri veramente nuovi, né il passaggio da una specie ad un’altra più complessa. Rimescolare le carte non ne produce di nuove, nemmeno in miliardi di anni.

Non credo di aver bisogno di andare nei dettagli per evidenziare la mole di minchiate contenuta in queste poche e dottissime righe. Mi limito a dire che, anche se nelle specie il rimescolamento genico (metto anche io in corsivo così illudo i miei lettori di usare espressioni sconosciute ai comuni mortali) è essenziale nei processi evolutivi, senza le mutazioni e la selezione naturale, assieme a deriva e flusso genico (ovviamente) non si avrebbe la “microevoluzione” (uso anche io le ironiche virgolette). Vediamo la definizione di microevoluzione.

La seconda variazione ben nota ed accettata da tutti è che, a forza di rimescolarsi e di duplicarsi, qualche gene finisce per guastarsi e diviene incapace di svolgere la sua funzione (in genere la produzione di una determinata proteina). A volte la funzione è così importante che l’individuo muore prima ancora di nascere, altre volte sopravvive e, in particolari circostanze, quella mancanza potrebbe addirittura facilitarlo. Gli occhi umani, per esempio, dovrebbero essere di colore scuro, ma quando l’organismo non è più in grado di produrre un determinato pigmento, diventano azzurri: biologicamente è un difetto, ma per l’individuo può essere un vantaggio estetico. Anche questo tipo di cambiamenti (rientranti nelle cosiddette mutazioni) non può spiegare la comparsa di caratteri veramente nuovi e, per non dar luogo ad equivoci, bisognerebbe chiamare questo fenomeno col termine di involuzione, perché comporta una perdita di informazione e di complessità.

Dopo un doveroso mescolamento di carte, in cui introduce la mutazione e selezione separatamente dal rimescolamento, abbiamo una argomentazione di una sagacia pari a un discorso di Luca Giurato. Le mutazioni in una regione codificante sono spesso, è vero, deleterie. Quello che non è affatto vero è che lo siano sempre. Le prove sono in una bibliografia assolutamente sterminata, oltre che sotto i nostri occhi. Vari riferimenti sono già presenti presso questa Chiesa e siccome oggi sono pigro non ne metto altri. Ma vediamo il passaggio sulla involuzione, visto che è un argomento caro ai creotardi. Assumiamo l’enorme cazzata che l’assenza di mutazioni non deleterie, ma vantaggiose (e non per perdita di funzione) in determinati ambienti, non esistano, e che esistano solo quelle che portano alla morte o comunque a non riprodursi). La selezione naturale elimina subito quindi questi individui: dove sarebbe la perdita di complessità? Prendiamo l’esempio del colore degli occhi: l’individuo con gli occhi azzurri, uomo o donna, si riproduce: il famoso rimescolamento impedisce che si abbia una popolazione ariana. Il vantaggio “estetico” di cui si parla funzionerebbe solo nelle fantasie perverse di qualche nostalgico. Il genoma cambia, per definizione, quando le frequenze A LIVELLO DI POPOLAZIONE cambiano. Inoltre, di tutti gli esempi, è stato scelto uno dei più ridicoli, visto che la determinazione del colore degli occhi è molto complessa e coinvolge almeno tre geni, e che (sorpresona) non influenzano solo il colore degli occhi, ma in generale i livelli di melanina anche nella pelle e nei capelli. Tornando all’incremento di complessità, il nostro ignora che esiste anche un buffo fenomeno detto duplicazione genica, in base al quale, in soldoni, nel genoma esistono più copie di uno stesso gene. Se una certa proteina è indispensabile, una mutazione, anche deleteria in una delle copie del gene che la produce, non avrà effetto. Non solo: questa copia può continuare a mutare e, altra sorpresona, a volte riesce a codificare una nuova proteina che ha un certo vantaggio adattativo. E lo sapete come di solito si formano le copie di questi geni? Si, avete indovinato, per il rimescolamento genico dell’inizio.

Il terzo tipo di variazione dovrebbe far aumentare la complessità dei figli rispetto ai genitori, fornendoli di organi nuovi mai posseduti prima dalla specie. Se gli uccelli derivano da un tipo di rettile, per esempio, significa che col passare delle generazioni, ad un certo punto, ad un determinato rettile sono cominciate a spuntate le ali. Questo tipo di variazione (detta macroevoluzione) non è mai stata osservata, cozza contro le tante conoscenze acquisite dopo Darwin e costituisce il centro delle contestazioni che vengono fatte agli evoluzionisti. Su di essa, perciò, e non sul resto, si dovrebbe concentrare l’esposizione della teoria evolutiva, smettendo di portare esempi di rimescolamento genetico, o di involuzione, come se essi dimostrassero la macroevoluzione.

C’è poco da commentare.

 

il famoso crocoduck

 

2. Figure ingannevoli

Per non rimanere sul generico, prendiamo in esame un testo scolastico internazionalmente diffuso ed in circolazione da più di vent’anni, quello della Helena Curtis, giunto negli Stati Uniti alla quinta edizione e, in Italia, alla quarta (Helena Curtis – N. Sue Barnes, Invito alla Biologia B. Evoluzione, corpo umano, Ecologia, Zanichelli, Bologna, 1996).

All’inizio del volume (p. 261) la Curtis mette correttamente in chiaro che per evoluzione si intende che “tutti gli esseri viventi hanno un antenato comune nel lontano passato”, antenato comune identificato sempre in un organismo unicellulare. Questa definizione richiama alla mente, come è giusto, soprattutto la macroevoluzione. Nel glossario, invece, l’evoluzione è così definita: “Cambiamenti nel pool genico che avvengono da una generazione alla successiva in seguito a processi come mutazione, selezione naturale, accoppiamento non casuale e deriva genica”. Non ci mettiamo a spiegare i vari processi evocati, ma è evidente che ci si sta riferendo soprattutto al rimescolamento genetico e all’involuzione.

Anche qui, poco da commentare. Ve l’ho detto che oggi sono pigro.

L’equivoco fra i vari concetti si vede chiaramente dalle varie figure presenti, nessuna delle quali fa vedere concretamente la macroevoluzione. A p. 263, per esempio, due figure illustrano la variazione del numero di setole nell’addome di un moscerino (che sempre moscerino resta); a p. 265 un’altra figura fa vedere la “brachidattilia”, cioè una mano con dita raccorciate perché hanno perso la capacità di crescere correttamente; a p. 266 viene mostrata la famosa pecora divenuta nana che non è più in grado di saltare i recinti; e così via. Le fotografie sono vere, ma è falso il messaggio che si trasmette al lettore, il quale ha l’impressione che tutta l’evoluzione sia così dimostrata.

Apoteosi. Concentriamoci però sulla pecora nana: non sarà, è solo un’ipotesi, che quella pecora è stata selezionata artificialmente PERCHE’ non salti i recinti? E che la pecora stessa ormai ha poco a che vedere con il progenitore selvatico. Certo, se facciamo accoppiare una pecora domestica con un qualche suo equivalente selvatico, forse produrrebbe prole fertile e quindi la specie sarebbe la stessa, ma la speciazione, anticamera della cosiddetta macroevoluzione è stata osservata innumerevoli volte. E se vogliamo prove della macroevoluzione, non ci servono nemmeno i fossili (vedi oltre), ci bastano i genomi.

3. Alberi genealogici immaginari

La mancanza dei supposti progenitori comuni si può vedere proprio nelle figure che dovrebbero mostrarli: i famosi “alberi evolutivi”. Uno è a p. 307 e riguarda quasi tutte le specie, quello di p. 326 è invece incentrato sui mammiferi, mentre a p. 329 viene tracciata l’evoluzione delle “proscimmie primitive”, dalle quali sarebbe venuto anche l’uomo.

In un vero albero evolutivo dovrebbe essere rappresentato alla base il “progenitore comune” e poi, via via, i progenitori delle varie “branche”, fino ad arrivare agli ultimi rametti, cioè alle specie attualmente esistenti. Essendo una ricostruzione storica basata sui fossili, si può evidentemente giustificare la presenza qua e là di lacune. Nelle suddette tre figure, però, come succede di norma, non c’è raffigurato nemmeno un progenitore comune e tutte le specie conosciute (sia viventi che fossili) sono poste nei rametti terminali. Insomma, è tutta una lacuna e perciò quelle figure dimostrano che gli antenati comuni non esistono.

“Questa affermazione non è corretta”, ribattono gli evoluzionisti, “i progenitori comuni sono esistiti e prima o poi saranno trovati”. È vero, non si può dimostrare la “non esistenza” di qualcosa. Anche quando nessuno ha trovato funghi si può sostenere che nel bosco in effetti ci siano. Se però li hanno accanitamente cercati in tanti senza trovarne nemmeno uno, allora è ragionevole supporre che i funghi effettivamente siano assenti. In ogni caso, chi continua a credere nella presenza dei funghi in quel bosco non può accusare di irrazionalità chi non ci crede.

OMFSM!

In un vero albero evolutivo dovrebbe essere rappresentato alla base il “progenitore comune” e poi, via via, i progenitori delle varie “branche”, fino ad arrivare agli ultimi rametti, cioè alle specie attualmente esistenti.

Il noto professor de Angelis vorrebbe insegnare come si dovrebbe rappresentare un albero evolutivo. Esilarante, semplicemente esilarante. Un libro scolastico non riuscirebbe certo a contenere, a meno che non si prendano solo le specie descritte nella Bibbia, un albero della vita completo. E poi completo fino a prova contraria (sapete, quelle cose sataniche che si chiamano “nuovi dati” e via dicendo”.

Eccolo qui un albero “completo”, basato sull’ rDNA che codifica per RNA ribosomiale, di una frazione minuscola di tutte le specie note. L’ideale per iniziare a insegnare ai bambini la biologia. Pardon, a indottrinarli con la fantasiosa teoria dell’evoluzione.

 

Tralasciamo però le prove molecolari, e torniamo ai fossili. Ogni fossile che noi troviamo è un progenitore comune di qualcosa. Il record fossile è estremamente incompleto, e a seconda dell’integrazione dei dati possiamo collocare un reperto su una certa linea di discendenza o sull’altra. E in mezzo a tutti questi fossili abbiamo anche quelli che dimostrano, senza dubbio, le grandi transizioni evolutive. Come quelle tra i pesci e i tetrapodi e il ritorno dei mammiferi al mare (cetacei). Questo non vuol dire che proprio il Tiktaalik sia il progenitore di tutti i tetrapodi, significa solo che la teoria dell’evoluzione aveva predetto correttamente che sarebbero stati trovati fossili con caratteristiche morfologiche compatibili con i cosiddetti grandi passaggi evolutivi, come appunto l’emancipazione dall’acqua dei vertebrati.

Ci limitiamo a queste poche contestazioni dell’evoluzionismo e della sua presentazione nei testi scolastici, ma chi è interessato ad approfondire la questione può attingere ad una sempre più abbondante documentazione antievoluzionista, sia su carta che in Internet.

Carta

e

Internet.

RAmen

Pubblicato da: spaghettovolante | 9 giugno 2010

Lavoro sporco #2

Spaghettovolante nei favolosi anno '80, festa di diploma

Egregi, mi scuso per avere un po’ ridotto la frequenza dei sermoni, prometto di fronte al FSM che mi farò perdonare.

Bando alle ciance e benvenuti a una nuova puntata di lavoro sporco. Parliamo ancora della religione dell’omeopatia, non mi dilungo a rispiegare perché questa è un insulto alla ragione e perché, dato che di fatto si contrappone alla vera medicina, è un rischio.

Oh omeopata che mi ascolti, lo so che dite sempre che l’omeopatia è ”complementare” per pararvi il culo, ma sappiamo tutti e due che i principi dell’omeopatia logicamente contraddicono quelli della vera medicina, quindi chetati, spegni il macbook e torna all’I Ching, o a qualunque altra inutile pratica divinatoria tu stessi facendo prima di controllare la tua mail.

Veniamo a noi. Poco tempo fa un commento mi ha fatto notare che il Nobel Luc Montagnier aveva di fatto conferito all’omeopatia un’aura di scientificità, affermando l’esistenza della memoria dell’acqua, conclusione giunta in seguito a un esperimento. La fonte era un articolo del 2009 di Fai notiza.

Il succo del commento era: io sono uno scienziologo e quindi sono scettico, ma se lo dice un premio Nobel…magari qualcosa di vero ci sarà…e giorno verrà che tutti i saccentoni dovranno ricredersi.

La mia risposta immediata sarebbe dovuta essere “ma anche no“, ma prima dovevo controllare che:

a) le affermazioni di Montagnier fossero correttamente riportate

b) se effettivamente l’esperimento era stato fatto e i suoi risultati pubblicati.

Tutto corrispondeva ma, guarda caso, l’esperimento e la pubblicazione sono carta straccia. Da cui la mia pacata replica (link)

Tutto sembrava essersi concluso ma, poco dopo l’invio della mia replica, mi si segnalava un recente servizio del TG Leonardo, che ho prontamente reperito su YT:

Devo dire che il servizio del TG non è, in realtà, pro-omeopatia, nel senso che sono riportati esclusivamente dei fatti: Luc Montagnier afferma che le sue ricerche dimostrano la scientificità dell’omeopatia. Non si dice che i risultati sono stati dimostrati in modo indipendente. TG Leonardo ha fatto un buon pezzo di cronaca, credo, ma vista la cornice e il personaggio, un piccolo debunking delle affermazioni di Montagnier io lo avrei fatto.

Prendendo spunto dalla mia risposta al commento, lo faccio io qui.

Tenete conto che sono stati sufficienti 30 minuti di ricerca su google per verificare che Montagnier l’ha fatta fuori dal vaso, e parecchio.

Punto primo: lo studio.

E’ stato pubblicato sulla rivista Interdisciplinary Sciences: Computational Life Sciences (sti cazzi…), e non è affatto un paper scientifico, nella forma e nel contenuto (link). A parte il fatto che la rivista in sé non è affatto un punto di riferimento per la scienza sperimentale, sicuramente il paper non è nemmeno stato sottoposto a peer-review: non solo è pieno di errori ortografici, ma dalla data di invio alla data di pubblicazione sono passati poco più di due giorni. Che bello essere premi Nobel!

Punto secondo: il macchinario

Montagnier ha usato un fantastico macchinario per poter provare che l’acqua ha una memoria elettromagnetica e che vi si formano delle “nanostrutture” se, dopo essere stata messa a contatto con DNA di batteri (patogeni) si procede ad una alta diluizione. O qualcosa del genere.

Ecco il macchinario:

L'aggeggioso favoleggio del professor Horatio Hufnagel

Ah no, scusate. Eccolo:

L'aggeggioso favoleggio del professor Luc Montagnier

Questo coso è del tutto simile a quello usato da Benveniste, e quando Luc ha chiesto il brevetto si è sentito rispondere molto male: vi si legge infatti che non si fornisce uno straccio di base teorica che ne spieghi il funzionamento, e impietosamente le virgolette sottolineano il sarcasmo (e la seccatura) derivante dal vedersi sottoporre una richiesta zeppa di supercazzore in termini scientifici.

Peraltro, il macchinario di Benveniste era già stato testato in uno studio del 2006: risultato zero.

Per questo si è pensato di candidare Montagnier, dopo il Nobel, al premio igNobel.

Gli articoli di debunking su cui mi sono basato, risalgono al 2009: da allora Montagnier, oltre a fare le affermazioni riprese dal TG Leonardo, non ha certo rivoluzionato la fisica. Probabilmente è un complotto della CIA, ma presto Montagnier, ne sono sicuro, sostituirà il Dottor Bishop alla divisione “Fringe” dell’ FBI.

Infine, una prova sperimentale di quanto sia strana la vita: in uno dei miei primi sermoni, ironizzai su un pirla che voleva curare l’AIDS con l’omeopatia, contrapponendolo ai due premi Nobel che erano appena stati conferiti per gli studi sull’HIV: quelli a Françoise Barré-Sinoussi, e Luc Montagnier.

RAmen

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