Su La Repubblica del 10 novembre era presente un inserto Salute dedicato all’omeopatia e ad altre terapie alternative complementari. Premetto che non l’ho letto perché non ho comprato il giornale e perché sono troppo pigro per andare in emeroteca, ma indizi del contenuto si possono trovare anche sul sito del quotidiano.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=omeopatia&view=archivio
che infatti restituisce questo risultato:
Omeopatia & Co. dove la medicina complementare può funzionare (10 novembre 2009, pag. 29, sezione: SALUTE)
noto poi due trafiletti tra il tragico e il patetico che lodano l’uso dell’omeopatia come coadiuvante delle terapie tradizionali e del vaccino per l’influenza A.
Ne riporto uno, per intero, perché contiene un riferimento preciso a un prodotto di cui parlerò nel sermone seguente (che a questo punto si imponeva).
Mara Zuri e-mail Assumere oscillococcinum per prevenire l’ influenza e nella fase acuta, può avere controindicazioni con un’ insufficienza renale modesta? â-DOTT. ELIO ROSSI Responsabile Ambulatorio Omeopatia Asl 2, Lucca Non esiste a mio parere nessuna controindicazione all’ uso di Oscillococcinum, in una persona affetta da insufficienza renale modesta, naturalmente alle dosi e con le modalità abitualmente consigliate. Mi pare, anzi, che non sovraccaricare il rene usando medicinali omeopatici in alta diluizione, quando possibile, sia una dimostrazione di molto buon senso. - A CURA DI ELVIRA NASELLI
Il titolo del sermone enfatizza il fatto che ogni volta che si dice la verità sull’omeopatia (e per verità intendo carta canta), si viene immediatamente bollati come servi delle multinazionali, oscurantisti, fascisti e chi più ne ha più ne metta.
Ma come pastafariano, io mi devo preoccupare solo di seguire i Condimenti. So che lassù un vulcano di birra mi attende accanto a una fabbrica di spogliarelliste.
Posso tranquillamente fare questo lavoro sporco, che per di più è abbastanza divertente.
Cominciamo
Dunque dunque dunque…qual’è il modo più diplomatico con cui posso definire l’omeopatia?
Pseudoscienza?
Truffa?
Fantamedicina?
Medicina voodoo?
o semplicemente incommensurabile stronzata baggianata?
Sia come sia, occorre fare un pochino di chiarezza: l’omeopatia non è (come alcuni pensano) il curarsi con le erbe. In realtà, anche quando prendete un’aspirina vi state curando con le erbe, e moltissimi farmaci contengono principi attivi scoperti nel mondo vegetale, ma senza voler essere troppo pigna in culo, diciamo che curarsi con le erbe vuol dire sfruttare un principio attivo che non sia di sintesi, cioè che sia estratto direttamente da una parte della pianta, o utilizzando la pianta stessa.
L’omeopatia è invece prendere una certa sostanza e diluirla. Poi diluirla ancora. E ancora. E ancora. Ma il passaggio più cruciale di tutta la lavorazione è la dinamizzazione, che è un modo figo per dire che le fiale devono essere agitate ben bene. Il “medico” tedesco Samuel Hahnemann che fondò l’omeopatia determinò una scala della diluizione: una diluizione 2C si ottiene prendendo la sostanza e diluendola in 100 parti di acqua, poi da questa diluizione viene prelevata una dose e la si diluisce ulteriormente in 100 parti di acqua. A questo punto avrete la quantità di sostanza di partenza diluita in 10.000 parti di acqua.
Ma per un omeopata una potenza 2C è una sciocchezzuola, infatti un “rimedio” omeopatico comune, l’Oscillococcinum (TA-DA! Ricordate il trafiletto?), ha una potenza 200c, cioè ci sarebbe una parte di sostanza in 100200 parti di acqua. Il condizionale è dovuto al fatto che alla fine della diluizione nella vostra fialetta non ci sarà nemmeno una molecola. Lo dice una elementare costante della chimica, cioè il numero di Avogadro.
da http://www.cicap.org/new/articolo.php?%20id=100040
Ora si sa che una grammomolecola di qualunque sostanza contiene un numero di Avogadro N di molecole, pari a 6.022 . 1023
E’ facile fare qualche calcolo; consideriamo per semplicità una sostanza con peso molecolare pari a 100 (per es. CaCO3). Un grammo di essa in 100 mL di soluzione, quindi alla 1CH ) contiene 6.022 x 1021 molecole. Una diluizione 2CH conterrà 10-2 grammi e 6.022 . 1019 molecole. Una diluizione 11CH conterrà 10-20 grammi e 6.022 x 10 molecole. Una diluizione 12CH (attenzione!) conterrà 10-22 grammi e 0.6022 molecole. Nei 100 mL non resta nemmeno una molecola. Se ora si continua (fino alla 30C e oltre) si diluirà dell’acqua con altra acqua.
Per fortuna che c’è la dinamizzazione (o energizzazione): cioè il passaggio in cui si le fiale vengono agitate. Hahnemann, vissuto prima che il numero di Avogadro venisse accettato, pensava che questo passaggio servisse ad attivare l’ “energia vitale” della sostanza. Ora, i ricercatori Gyro Gearloose e Ludwig von Drake della Duckburg University*, hanno concluso che invece la dinamizazzione sia fondamentale per la attivare la “memoria dell’acqua”: l’acqua mantiene il “ricordo” della sostanza che vi viene disciolta dentro (e che alla fine del ciclo di diluizioni scompare).
Fu Jacques Benveniste a proporre questa soluzione (haha) per aggirare la costante di Avogadro in un suo studio pubblicato su Nature.
Ebbene si, Nature ha pubblicato uno studio dove si afferma l’efficacia dell’omeopatia. Il fatto viene ovviamente sbandierato a destra e a manca su ogni sito pro- voodoo omeopatia
Quello che dimenticano di riportare, è la storia per intero: l’editor di Nature John Maddox acconsentì alla pubblicazione dopo aver concordato che sarebbe stato possibile costituire una commissione ad hoc per indagare sull’esperimento di Benveniste, e quindi fugare ogni dubbio sulla sua validità.
Non solo Benveniste venne in seguito all’indagine sbugiardato senza possibilità di appello (tutto venne documentato accuratamente), ma spuntarono inequivocabili indizi che si fosse cercato di mettere a segno una vera e propria FRODE. Ma il team di Jacques aveva fatto i conti senza l’oste: James Randi. A questo link è riassunta la vicenda, una lettura estremamente interessante.
http://www.brainmindlife.org/benveniste.htm
Qui un documentario, purtroppo in inglese, ricostruisce l’indagine del team di Maddox e testa (di nuovo) l’omeopatia.
Mi spiace, ma non ho finito.
E’ certo che nella vostra fiala non c’è assolutamente nulla della sostanza di partenza, c’è semplicemente un po’ d’acqua e talvolta alcol e/o zucchero, ma questa sostanza di partenza che cos’era? Conteneva un principio attivo degno di questo nome?
No.
Hahnemann riteneva che le malattie si potessero curare seguendo la “legge dei simili”. Per curare un malato, bisognava somministrare una sostanza che normalmente induceva i sintomi tipici di quella patologia, ovviamente diluita. Se volete curare l’influenza, dovete dare al malato una sostanza che provoca sintomi influenzali. L’assonanza col vaccino è solo apparente, questa legge dei simili è totalmente campata in aria.
Prendiamo un farmaco medicinale rimedio omeopatico, a caso: l’Oscillococcinum (dove ho già letto questo nome? Ah si, su La Repubblica. Vedi sopra), popolarissimo rimedio per i sintomi influenzali.
La sua storia è tragicamente comica (link). Un medico francese, Joseph Roy, si trovò suo malgrado nel bel mezzo della più grave pandemia dei tempi moderni, cioè l’Influenza Spagnola, che devastò il mondo facendo più vittime della I Guerra Mondiale che si stava svolgendo (per la serie, le sfighe non vengono mai sole).
Analizzando il sangue dei malati, Roy vide al microscopio un batterio “vibrante” a cui diede il nome di Oscillococcus. Roy ritenne poi di aver trovato lo stesso batterio in persone affette da altre patologie, concludendo infine che l’infame batterio causava una varietà di malattie che andavano dal cancro, agli orecchioni, ai reumatismi. Volendo usare il batterio per farne una specie di vaccino che dopo neanche avevamo il mal di denti, Roy si mise a cercare, finché non trovò quello che cercava nel fegato e nel cuore della dolcissima (e tenerissima) Anatra muschiata (Cairina moschata)


"cresci bene che ripasso" disse l'omeopata
Il “principio attivo” (notare virgolette) è quindi sostanzialmente carne frollata di anatide, ma è molto più cool dire che si tratta di Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum (le convenzioni della sistematica dei viventi sono un optional per l’omeopatia).
Quanto costa una confezione di pillole di Oscillococcinum, vale a dire palline di zucchero miracolosamente bagnate da acqua con la memoria dell’estratto di carne di una specie di anatra, dove un medico negli anni 20 credette di vedere al microscopio ottico in grande quantità un batterio vibrante, la cui esistenza non è stata mai confermata da nessun batteriologo?
Se E-bay, compresa spedizione, poco meno di una trentina di euro.
Concludo con il lavoro sporco embeddando un geniale sketch del duo Mitchell & Webb, dal loro show That Mitchell and Webb Look, già proposto in un altro sermone.
RAmen
*con mille scuse a Carl (inchino) Barks



























