Inserito da: spaghettovolante | 19 Novembre 2009

Lavoro sporco

Io, Spaghettovolante, nei favolosi anni '70. All'età di 6 anni.

Su La Repubblica del 10 novembre era presente un inserto Salute dedicato all’omeopatia e ad altre terapie alternative complementari. Premetto che non l’ho letto perché non ho comprato il giornale e perché sono troppo pigro per andare in emeroteca, ma indizi del contenuto si possono trovare anche sul sito del quotidiano.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=omeopatia&view=archivio

che infatti restituisce questo risultato:

Omeopatia & Co. dove la medicina complementare può funzionare (10 novembre 2009, pag. 29, sezione: SALUTE)

noto poi due trafiletti tra il tragico e il patetico che lodano l’uso dell’omeopatia come coadiuvante delle terapie tradizionali e del vaccino per l’influenza A.

Ne riporto uno, per intero, perché contiene un riferimento preciso a un prodotto di cui parlerò nel sermone seguente (che a questo punto si imponeva).

da http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/10/omeopatia-prevezione-dell-influenza-insufficienza-renale.html

Mara Zuri e-mail Assumere oscillococcinum per prevenire l’ influenza e nella fase acuta, può avere controindicazioni con un’ insufficienza renale modesta? â-DOTT. ELIO ROSSI Responsabile Ambulatorio Omeopatia Asl 2, Lucca Non esiste a mio parere nessuna controindicazione all’ uso di Oscillococcinum, in una persona affetta da insufficienza renale modesta, naturalmente alle dosi e con le modalità abitualmente consigliate. Mi pare, anzi, che non sovraccaricare il rene usando medicinali omeopatici in alta diluizione, quando possibile, sia una dimostrazione di molto buon senso. - A CURA DI ELVIRA NASELLI

Il titolo del sermone enfatizza il fatto che ogni volta che si dice la verità sull’omeopatia (e per verità intendo carta canta), si viene immediatamente bollati come servi delle multinazionali, oscurantisti, fascisti e chi più ne ha più ne metta.

Ma come pastafariano, io mi devo preoccupare solo di seguire i Condimenti. So che lassù un vulcano di birra mi attende accanto a una fabbrica di spogliarelliste.

Posso tranquillamente fare questo lavoro sporco, che per di più è abbastanza divertente.

Cominciamo

Dunque dunque dunque…qual’è il modo più diplomatico con cui posso definire l’omeopatia?

Pseudoscienza?

Truffa?

Fantamedicina?

Medicina voodoo?

o semplicemente incommensurabile stronzata baggianata?

Sia come sia, occorre fare un pochino di chiarezza: l’omeopatia non è (come alcuni pensano) il curarsi con le erbe. In realtà, anche quando prendete un’aspirina vi state curando con le erbe, e moltissimi farmaci contengono principi attivi scoperti nel mondo vegetale, ma senza voler essere troppo pigna in culo, diciamo che curarsi con le erbe vuol dire sfruttare un principio attivo che non sia di sintesi, cioè che sia estratto direttamente da una parte della pianta, o utilizzando la pianta stessa.

L’omeopatia è invece prendere una certa sostanza e diluirla. Poi diluirla ancora. E ancora. E ancora. Ma il passaggio più cruciale di tutta la lavorazione è la dinamizzazione, che è un modo figo per dire che le fiale devono essere agitate ben bene. Il “medico” tedesco Samuel Hahnemann che fondò l’omeopatia determinò una scala della diluizione: una diluizione 2C si ottiene prendendo la sostanza e diluendola in 100 parti di acqua, poi da questa diluizione viene prelevata una dose e la si diluisce ulteriormente in 100 parti di acqua. A questo punto avrete la quantità di sostanza di partenza diluita in 10.000 parti di acqua.

Ma per un omeopata una potenza 2C è una sciocchezzuola, infatti un “rimedio” omeopatico comune, l’Oscillococcinum (TA-DA! Ricordate il trafiletto?), ha una potenza 200c, cioè ci sarebbe una parte di sostanza in 100200 parti di acqua. Il condizionale è dovuto al fatto che alla fine della diluizione nella vostra fialetta non ci sarà nemmeno una molecola. Lo dice una elementare costante della chimica, cioè il numero di Avogadro.

da http://www.cicap.org/new/articolo.php?%20id=100040

Ora si sa che una grammomolecola di qualunque sostanza contiene un numero di Avogadro N di molecole, pari a 6.022 . 1023

E’ facile fare qualche calcolo; consideriamo per semplicità una sostanza con peso molecolare pari a 100 (per es. CaCO3). Un grammo di essa in 100 mL di soluzione, quindi alla 1CH ) contiene 6.022 x 1021 molecole. Una diluizione 2CH conterrà 10-2 grammi e 6.022 . 1019 molecole. Una diluizione 11CH conterrà 10-20 grammi e 6.022 x 10 molecole. Una diluizione 12CH (attenzione!) conterrà 10-22 grammi e 0.6022 molecole. Nei 100 mL non resta nemmeno una molecola. Se ora si continua (fino alla 30C e oltre) si diluirà dell’acqua con altra acqua.

Per fortuna che c’è la dinamizzazione (o energizzazione): cioè il passaggio in cui si le fiale vengono agitate. Hahnemann, vissuto prima che il numero di Avogadro venisse accettato, pensava che questo passaggio servisse ad attivare l’ “energia vitale” della sostanza. Ora, i ricercatori Gyro Gearloose e Ludwig von Drake della Duckburg University*, hanno concluso che invece la dinamizazzione sia fondamentale per la attivare la “memoria dell’acqua”: l’acqua mantiene il “ricordo” della sostanza che vi viene disciolta dentro (e che alla fine del ciclo di diluizioni scompare).

Fu Jacques Benveniste a proporre questa soluzione (haha) per aggirare la costante di Avogadro in un suo studio pubblicato su Nature.

Ebbene si, Nature ha pubblicato uno studio dove si afferma l’efficacia dell’omeopatia. Il fatto viene ovviamente sbandierato a destra e a manca su ogni sito pro- voodoo omeopatia

Quello che dimenticano di riportare, è la storia per intero: l’editor di Nature John Maddox acconsentì alla pubblicazione dopo aver concordato che sarebbe stato possibile costituire una commissione ad hoc per indagare sull’esperimento di Benveniste, e quindi fugare ogni dubbio sulla sua validità.

Non solo Benveniste venne in seguito all’indagine sbugiardato senza possibilità di appello (tutto venne documentato accuratamente), ma spuntarono inequivocabili indizi che si fosse cercato di mettere a segno una vera e propria FRODE. Ma il team di Jacques aveva fatto i conti senza l’oste: James Randi. A questo link è riassunta la vicenda, una lettura estremamente interessante.

http://www.brainmindlife.org/benveniste.htm

Qui un documentario, purtroppo in inglese, ricostruisce l’indagine del team di Maddox e testa (di nuovo) l’omeopatia.

Mi spiace, ma non ho finito.

E’ certo che nella vostra fiala non c’è assolutamente nulla della sostanza di partenza, c’è semplicemente un po’ d’acqua e talvolta alcol e/o zucchero, ma questa sostanza di partenza che cos’era? Conteneva un principio attivo degno di questo nome?

No.

Hahnemann riteneva che le malattie si potessero curare seguendo la “legge dei simili”. Per curare un malato, bisognava somministrare una sostanza che normalmente induceva i sintomi tipici di quella patologia, ovviamente diluita. Se volete curare l’influenza, dovete dare al malato una sostanza che provoca sintomi influenzali. L’assonanza col vaccino è solo apparente, questa legge dei simili è totalmente campata in aria.

Prendiamo un farmaco medicinale rimedio omeopatico, a caso: l’Oscillococcinum (dove ho già letto questo nome? Ah si, su La Repubblica. Vedi sopra), popolarissimo rimedio per i sintomi influenzali.

La sua storia è tragicamente comica (link). Un medico francese, Joseph Roy, si trovò suo malgrado nel bel mezzo della più grave pandemia dei tempi moderni, cioè l’Influenza Spagnola, che devastò il mondo facendo più vittime della I Guerra Mondiale che si stava svolgendo (per la serie, le sfighe non vengono mai sole).

Analizzando il sangue dei malati, Roy vide al microscopio un batterio “vibrante” a cui diede il nome di Oscillococcus. Roy ritenne poi di aver trovato lo stesso batterio in persone affette da altre patologie, concludendo infine che l’infame batterio causava una varietà di malattie che andavano dal cancro, agli orecchioni, ai reumatismi. Volendo usare il batterio per farne una specie di vaccino che dopo neanche avevamo il mal di denti, Roy si mise a cercare, finché non trovò quello che cercava nel fegato e nel cuore della dolcissima (e tenerissima) Anatra muschiata (Cairina moschata)


"cresci bene che ripasso" disse l'omeopata

Il “principio attivo” (notare virgolette) è quindi sostanzialmente carne frollata di anatide, ma è molto più cool dire che si tratta di Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum (le convenzioni della sistematica dei viventi sono un optional per l’omeopatia).

Quanto costa una confezione di pillole di Oscillococcinum, vale a dire palline di zucchero miracolosamente bagnate da acqua con la memoria dell’estratto di carne di una specie di anatra, dove un medico negli anni 20 credette di vedere al microscopio ottico in grande quantità un batterio vibrante, la cui esistenza non è stata mai confermata da nessun batteriologo?

Se E-bay, compresa spedizione, poco meno di una trentina di euro.

Concludo con il lavoro sporco embeddando un geniale sketch del duo Mitchell & Webb, dal loro show That Mitchell and Webb Look, già proposto in un altro sermone.

RAmen

*con mille scuse a Carl (inchino) Barks

Inserito da: spaghettovolante | 5 Novembre 2009

Popper

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In molti credono che il Popper che viene invocato da certa gente come garante della non scientificità della Teoria dell’ Evoluzione, sia il filosofo, Karl Popper, che ha enunciato il principio della falsificabilità delle teorie scientifiche. Una teoria, per essere definita scientifica e non metafisica, deve avere in sé i presupposti per essere falsificata. Se si osserva un fenomeno o si esegue un esperimento che non si accorda con la teoria, la teoria deve essere cambiata, oppure modificata in modo che anche quel dato possa essere spiegato.

Dal momento che è possibilissimo falsificare la teoria dell’evoluzione per selezione naturale (trovatemi dei conigli fossili nel precambriano, come diceva J.B.S. Haldane, o spiegatemi perché abbiamo innumerevoli fossili che testimoniano transizioni da una morfologia a un’altra, oppure portatemi (AISO? toc toc) un gene la cui sequenza non si accordi con un processo evolutivo, oppure eseguite un esperimento che evidenzi che il cambiamento delle frequenze geniche non avviene nei modi predetti dalla teoria dell’evoluzione), a questo punto è lecito chiedersi se questo Popper, non sia in realtà il popper (minuscolo) nome popolare per i nitriti alchilici, sostanze volatili psicoattive.

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Ciò premesso, andiamo a vedere l’ultima del viceprez del CNR Bob de Mattei (Ancora lui? Si.)

Il Bob, dopo aver dato asilo a un pugno di creazionisti nei locali dell’istituzione di cui è vicepresidente, avervi fatto seguire un dossier sulla (mmppfff…) rivista Radici Cristiane (HAHAHAHAHAHA ehm, scusate) dal titolo Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi, il Bob dicevo il 6 novembre presenterà un libro dal medesimo titolo. Vediamo come ne viene data notizia sul giornale preferito da Livio Fanzaga. Note in rosso e ipertesti miei. L’articolo è riportato integralmente, non me la sono sentita di tagliarlo. Proseguite a vostro rischio.

da http://www.libero-news.it/articles/view/590447

L’outing degli scienziati contro Darwin

Fosse una ipotesi scientifica come le altre, l’evoluzionismo sarebbe finito già da tempo, se non nell’obitorio della scienza, quantomeno nel reparto dei malati gravi, viste le tante discordanze che le conseguenze di questa teoria hanno con l’osservazione empirica [ecco uno che sa usare le metafore]. Ma l’evoluzionismo non è più una teoria qualunque, da sottoporre a rischio di falsificazione, come richiesto dall’epistemologo Karl Popper per distinguere ciò che è scienza da ciò che non lo è. Esso è un dogma al quale si può aderire solo mediante atto di fede. Una metafisica, insomma [vedi sopra]. Proprio come quel “creazionismo” [non è chiaro il significato delle virgolette] che degli evoluzionisti è il grande nemico[ho la pelle d'oca].Con la differenza che chi difende l’ipotesi della creazione di solito lo fa con la Bibbia in mano, e non pretende di parlare in nome della scienza [superfluo dire che i fatti mostrano il contrario].

La stessa comunità scientifica è tutt’altro che concorde con le ipotesi sviluppate da Charles Darwin nell’Origine delle specie [fornire peer reviews, please]. La novità è che molti di questi scienziati adesso iniziano a rendere pubbliche le loro critiche. Un libro importante uscirà nei prossimi giorni per le Edizioni Cantagalli. Si intitola (e il titolo già dice tutto) Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi, ed è stato curato da Roberto de Mattei, vicepresidente del Consiglio nazionale delle ricerche. Il volume, che Libero ha potuto leggere in anteprima [a dire il vero, se avete 17 euro che vi bruciano in tasca, potete tranquillamente comprarlo ora e con 4.50 in più di spedizione averlo in due giorni], raccoglie gli interventi tenuti in un convegno a porte chiuse che si è svolto a Roma lo scorso febbraio nella sede del Cnr. Un’occasione che ha visto a confronto biologi, paleontologi, fisici, genetisti, chimici, biologi e filosofi della scienza di livello internazionale.

La prima cellula

La tesi illustrata 150 anni da Darwin e portata avanti dai suoi epigoni è riassumibile in tre assiomi. Primo: «Tutti gli esseri organici che hanno vissuto su questa terra sono derivati da una singola forma primordiale, nella quale la vita è stata per la prima volta infusa» (come scritto dallo stesso Darwin nell’Origine delle specie [eh no, cicciobello. Quella frase fu imposta dall'editore a Darwin nelle edizioni successive alla prima]). Secondo: la selezione naturale è stata «il più importante, anche se non esclusivo, strumento di modificazione» attraverso il quale le forme di vita più complesse si sono evolute da quelle più semplici. Terzo, non esiste alcun “progetto”: le mutazioni sono casuali e alcune rendono certi individui più adatti alla sopravvivenza; trasmettendole ai loro eredi, rendono possibile l’evoluzione.

Un corpus teorico che, secondo i documenti che il Cnr sta per rendere pubblici, fa acqua da tutte le parti. [si, li avevano nascosti i templari nelle catacombe, ma per favore]

Il fisico tedesco Thomas Seiler mette il darwinismo alla prova della seconda legge della termodinamica, secondo la quale l’entropia, che può essere definita come il caos in natura, non può mai diminuire [ne parlo in un mio sermone]. E «l’ipotetico emergere della vita da processi materiali indiretti, come suggerito dalla teoria evoluzionistica, non è conforme» a questa legge. Ma anche «la successione di piccole variazioni genetiche che portano alla costruzione di un organo completamente nuovo tramite selezione naturale», prevista dal darwinismo, «è una processo da escludere di entropia decrescente». Non a caso, nota Seiler, malgrado siano stati descritti più di 1,3 milioni di tipi di animali, «nessun organismo mostra segni di essere in evoluzione verso una complessità maggiore. Come previsto, l’entropia biologica non sta diminuendo». [ovviamente, falso. (Preoccupante quante volte sono costretto a usare la parola ovviamente, vero?) http://www.skeptics.com.au/publications/articles/the-information-challenge/] Insomma, la fisica stessa si ribella all’ipotesi darwiniana. [a sentir questo qualcos'altro mi si ribella: le viscere]

L’evoluzionismo presuppone inoltre lunghissimi tempi geologici, nei quali – come affermano i suoi sostenitori, «l’impossibile diviene possibile, il possibile probabile e il probabile virtualmente certo» [ma da dove le tirano fuori?]. La sequenza degli strati dei fossili marini, ad esempio, secondo i darwinisti confermerebbe processi durati milioni di anni. Ma il paleontologo francese Guy Berthault [che poi è un sedimentologo] sostiene che, calcolato con nuovi metodi più attendibili, il periodo di sedimentazione dei fossili si rivela assai più breve di quanto creduto sinora e il tempo degli sconvolgimenti geologici si accorcia drasticamente. Tanto da essere «insufficiente per l’evoluzione delle specie, come risulta concepita dai sostenitori dell’ipotesi evoluzionista» [il nostro Guy è uno che crede che il Grand Canyon si sia formato in un anno per via del diluvio universale, http://www.bibleandscience.com/otherviews/berthault.htm.

Chi è che prima diceva che chi teneva la Bibbia in mano non pretendeva di parlare in nome della scienza?].

Dominique Tassot, che in Francia dirige il Centre d’Etudes et de prospectives sur la Science [Tassot è una specie di ingegnere con un Ph.d. in Filosofia, e il Guy di prima appartiene a questo centro], invita [che gentile] a non confondere tra «micro-evoluzione» e «macro-evoluzione». Nel primo caso rientrano le mutazioni adattative accertate, che riguardano caratteri secondari come il colore, lo spessore della pelliccia di un animale, l’altezza, la forma del becco e così via. Ma «è paradossale», sostiene, «estendere il significato della parola “adattamento” per indicare l’evoluzione di nuovi organi del corpo», come «il passaggio dalle squame alle piume o dalle pinne alle zampe», esempi di macro-evoluzione: fenomeno «che manca di qualsiasi verifica empirica o di base teorica». [è scritto nei genomi, controlla]

Charles  a scuola

Il genetista polacco Maciej Giertych sottolinea che «siamo a conoscenza di molte mutazioni che sono deleterie» e anche «di mutazioni biologicamente neutrali», ma le cosiddette «mutazioni positive», che consentirebbero l’evoluzione delle specie, «sono più un postulato che una osservazione». L’esempio che più di frequente viene fatto, l’adattamento di certe erbacce al diserbante atrazina, «in nessun modo aiuta a sostenere la teoria dell’evoluzione», perché si tratta di un adattamento «positivo soltanto nel senso che protegge funzioni esistenti», ma «non fornisce nuova informazione, per nuove funzioni o organi». A conti fatti, secondo Giertych, «l’evoluzione dovrebbe essere presentata nelle scuole come un’ipotesi scientifica in attesa di conferma, come una teoria che ha sia sostenitori che oppositori. Per di più, sia gli argomenti a favore della teoria che quelli contrari dovrebbero essere presentati in modo imparziale».

[E apriamo una bella parentesi su questo bel tomo http://en.wikipedia.org/wiki/Maciej_Giertych. Il nostro Macieji, è più noto come politico che come scienziato, e quando in quanto tale scrisse a Nature per contestare il fatto che gli si attribuiva di aver detto di auspicare che il creazionismo venisse incluso nei programmi scolastici , mentre il poveruomo semplicemente diceva che la teoria dell'evoluzione era falsa, e che tra le schiaccianti prove c'è il dato di fatto che gli uomini hanno convissuto coi dinosauri ecc...ecc...: Maciej è una classica pigna in culo.

http://scienceblogs.com/pharyngula/2006/11/nature_publishes_a_crank_lette.php

Maciej in quella occasione si presentava come appartenente all'istituto di dendrologia dell'accademia delle scienze polacca: tra le tante lettere che seguirono la pubblicazione della replica (il cui tono generale era: "ma questo da dove è uscito?") ce n'era una della direttrice di quell'istituto, Gabriela Lorenc-Plucin, che ci teneva a puntualizzare che quanto detto da Giertych non rispecchiava certo la posizione dell'istituto, e che a suo parere il creazionismo non è scienza. Dice poi Joanna Rutkowska, dell'Istituto di Scienze Ambientali (Jagiellonian University) di sentirsi esterrefatta come scienziata, e di provare imbarazzo come scienziata polacca, assicurando che gli scienziati del suo paese sono ben lungi da essere sulle posizioni dell'illustre compatriota di cui sopra.

Dettagli qui:

http://scienceblogs.com/pharyngula/2006/12/pigpile_on_maciej_giertych.php]

La verità, banale e meravigliosa allo stesso tempo, è che, come scrive de Mattei, «dal punto di vista della scienza sperimentale, entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare». [e se lo dice il vicepresidente del CNR, dovete crederci]

L’articolo è firmato da Fausto Carioti, ed invito i fedeli a visitare il suo esilarante blog, che tra l’altro riporta l’articolo di Libero con l’etichetta “Epistemologia e scienza” (…)

http://aconservativemind.blogspot.com/2009/11/scienziati-contro-darwin.html

Retards

Possa il nostro Pastoso Signore illuminarci, RAmen

AGGIORNAMENTO:

nel caso stentiate ancora a credere a quanto riportato

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/LIBRI-PUBBLICATO-EVOLUZIONISMO-IL-TRAMONTO-DI-UNIPOTESI-CURATO-DA-DE-MATTEI_3957008951.html

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=26553&Itemid=46

questo è esilarante:

http://serpentario.wordpress.com/2009/10/29/antievoluzionisti-e-non-per-fede/

ed è stato seguito da questo, dove si parla di un altro libro firmato da uno dei partecipanti al “convegno internazionale mondiale italiano” del 16 ottobre

http://serpentario.wordpress.com/2009/11/03/lalternativa-a-darwin/

Leucophaea, nel mio blogroll, commenta così la notizia:

“Andate avanti voi, a me viene da ridere, se non piangere.”

http://leucophaea.blogspot.com/2009/11/questo-e-vicepresidente-del-cnr.html

Inserito da: spaghettovolante | 2 Novembre 2009

Uaz uaz uaz!

creationists-who is your daddy now?

Non mi considero cattivo, ma provocarmi, anche indirettamente, non è saggio. L’AISO, Associazione Italiana per gli Studi sulle Origini, ha organizzato per il 16 e 17 ottobre l’ennesimo convegno bufala sul creazionismo. La nullità culturale dell’evento in questione non ha fatto però il paio con la pubblicità che gli è stata elargita. Del convegno si iniziò a parlare a Febbraio. Dal blog di Oca sapiens:

Il più bravo a recitare le lezioni dell’Intelligent Design Institute, comprese le citazioni fuori contesto, è il giovane Fabrizio Fratus. En passant, annuncia che entro l’anno l’AISO e la sua rivista Sintesi Sulle tracce delle origini (grazie Fratus, link in calce),  organizzeranno “il primo convegno internazionale d’Italia” sul Progetto Intelligente con la partecipazione dei più grandi scienziati di questa disciplina. (Come previsto, dopo la débacle americana, Behe, Dembski e la troupe del Discovery Institute vengono in tournée in Italia, terra di missione e di polli allocchi merli tordi da spennare.)

da http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2009/02/13/per-carnevale-vi/

Di internazionalità al convegno, era da prevedersi, nemmeno l’ombra, a parte l’accento dell’ingegner Bertolini e il pastore-astronomo avventista (come Bertolini) Mart de Groot.

Dovete ora sapere che il più prolifico autore di articoli, e recentemente anche di un libro, di questa AISO è un medico, tale Mihael Georgiev (avventista), e è ossessivamente copia-incollato da Fabrizio Fratus sui suoi blog. E’ membro del comitato direttivo e del comitato di Redazione

http://origini.info/cariche.asp

Sono andato allora su uno di questi blog e, a caso, ho scelto un articolo di Mihael e l’ho letto, fino in fondo. Già per questo credo meriterei una medaglia, ma visto che mi sentivo VERAMENTE preso per il culo, ho concluso che con una ventina di minuti addizionali avrei potuto trasformare la mia irritazione in ilarità, mia e vostra.

Buona lettura, al solito note in rosso mie. Il copia e incolla è “quasi” fedele, nel senso che per via di una beffa dell’html a Fratus sono spariti dei virgolettati che ho dovuto riempire manualmente risalendo all’articolo sul sito dell’AISO http://www.origini.info/articolo.asp?id=242

EUROPEI O AFRICANI?
di Mihael Georgiev – 10/06/09 -

SCOPERTO UN NUOVO ANTENATO DELL’UOMO.

Non più africano ma europeo, vissuto 11,9 milioni di anni fa.

di Mihael Georgiev

Il 1° giugno c.a. la prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences, USA) nella sua edizione online che anticipa la pubblicazione stampata, ha annunciato la scoperta di un fossile, finora sconosciuto, di primate (il gruppo al quale appartengono lo scimpanzé, l’orango, il gorilla e l’uomo [che è come dire: "i pesci, gruppo al quale appartengono la sogliola e il merluzzo" http://it.wikipedia.org/wiki/Classificazione_dei_Primati]).

La notizia come al solito ha fatto il giro del del mondo [Che strano, e che scandalo! I media pensano che nel mondo ci siano sul serio dei deficienti ai quali interessa le scienza. In che mondo viviamo, non c'è più religione!] .

vedi:http://www.scienze.tv/node/4517 ehttp://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_985927651.html).

Il fossile, datato alla metà del miocene (11,9 milioni di anni fa), è stato trovato in Spagna e per gli scopritori suggerisce nuove ipotesi sull’evoluzione umana. Come si usa fare in questi casi, gli autori prima hanno affondato l’ipotesi ufficiale che da alcuni decenni considera l’uomo comparso in Africa: [ovviamente gli autori non hanno affondato affatto questa ipotesi. Ma il bello viene ora]

<< Le australopitecine […] sono state proposte [come antenato più vicino dell’uomo],ma fino ad oggi i fossili troppo scarsi e frammentari hanno impedito di provare questa ipotesi>>.1

[Mihael è così gentile da fornirci lui stesso il link per controllare questa affermazione. E ora viene il bello. Ecco quello che dice, in realtà, l'articolo da Pnas http://www.pnas.org/content/early/2009/06/01/0811730106

Within the Afropithecidae, the Kenyapithecinae (Kenyapithecini + Equatorini) have been proposed as the sister taxon of hominids, but thus far the fragmentary and scarce Middle Miocene fossil record has hampered testing this hypothesis.

Traduco alla buona: con le Afropithecidae, le Kenyapithecinae (Kenyapithecini + Equatorini) sono state proposte come taxon fratello degli ominidi, ma la scarsità del record fossile del miocene non ha reso possibile testare questa ipotesi.

Ora: le Afropithecidae e Kenyapithecinae non hanno nulla a che vedere con le Australopitecine di Mihael, tant'è che le Australopitecine sono del pliocene, mentre qui si sta parlando del miocene, anche se mi rendo contro che questo è un concetto difficile da digerire da persone che credono che I Flintstones sia un documentario. Non si parla nemmeno di antenati, ma di taxon fratelli, cioè gruppi sistematici con un antenato in comune. Il virgolettato di Georgiev è falso quindi a 3 livelli, sistematico, cronologico, biologico]

Ora che i nuovi frammenti fanno proporre una nuova ipotesi, si può impunemente sottolineare la precarietà della precedente [vedi oltre].

La rivendicazione europea della paternità dell’uomo ha segnato due colpi grossi nello spazio di due settimane: prima in Germania con il Darwinius masillae (il lemure di 47 milioni di anni fa), ora in Spagna con il Anoiapithecus brevirostris(il nome scientifico del nuovo fossile di primate).

[Di Ida, il soprannome dato al primo esemplare di Darwinius massilae, forse parlerò un'altra volta. Mi limito a fare notare che l'animale è un Adapide e i rappresentanti di questa famiglia sono stati trovati in tutto il mondo. L'eccezionalità del reperto sta nello stato di conservazione e in alcuni caratteri che ne farebbero una forma di transizione tra le proscimmie e gli antropoidei in cui sono tradizionalmente divisi i primati. Va da sé che anche in questo caso il colpo grosso lo deve aver preso qualcun altro. Alla testa. Ripetutamente.]

La faccia – più esattamente la ricostruzione della stessa dai frammenti del Anoiapithecus brevirostris – mostra caratteristiche più vicine a quelle della faccia umana, come ad esempio la mandibola meno sporgente rispetto alle scimmie, ed è soprattutto questo che ha entusiasmato i ricercatori delle università di Barcellona e Firenze, facendoli proporre teorie alternative per l’origine dell’uomo.

Sarà la rivincita dell’Europa sull’Africa?I nostri antenati erano europei e più antichi di quelli africani? In fondo siamo noi <<il vecchio mondo>>, no?

[L'Anoiapithecus è un ritrovamento eccezionale perché ci troviamo faccia a faccia con la possibilità che gli antenati più prossimi all'uomo, africani, siano discendenti di una migrazione dall'Europa all'Africa, a loro volta migrati precedentemente dall'Africa. L'ipotesi sull'origine africana dell'uomo (Homo sapiens sapiens, a volte), supportata da prove paleontologiche e molecolari, non è affatto confutata da questo ritrovamento. Si mette invece in discussione che tutte le principali tappe dell'evoluzione umana (scusatemi la teleologia, è per intenderci) abbiano avuto luogo in un unico posto, in Africa. E' la scienza, bellezza: aggiusta la sue visioni sulla base dell'osservazione, a differenza della fede che nega l'osservazione in modo che il credo possa preservarsi]

science - you're doing it wrong

Poi se erano tedeschi o mediterranei ce la disputeremo a Bruxelles, abbiamo parlamento (appena rinnovato) e corte pure. A cosa è dovuto questo <<contrordine compagni>>?

[E' iniziato il delirio, a questo punto l'idiozia aumenta in modo esponenziale]

Alcuni da molto tempo considerano l’affermarsi dell’ipotesi africana dell’uomo come dovuta al <<politicamente corretto>> piuttosto che alle <<prove>> paleontologiche.

Forse è un’evoluzione del politicamente corretto piuttosto che della specie umana, questione geopolitologica piuttosto che paleontologica?

Scherzi a parte [HAHAHA], in attesa di leggere i dettagli e le discussioni che seguiranno, di più ora non possiamo dire [e per fortuna]. Prima di prendere per oro colato le opinioni dei ricercatori, non perdiamo di vista il problema generale della ricostruzione della supposta origine evolutiva dell’uomo: nel 2001 Henry Gee, uno degli editori di Nature, scriveva che le evidenze fossili della storia evolutiva dell’uomo sono frammentarie e aperte a diverse interpretazioni. <<Le evidenze fossili dell’evoluzione degli scimpanzé sono completamente assenti»;
[poteva mancare il quote mining finale? http://en.wikipedia.org/wiki/Fallacy_of_quoting_out_of_context]

1Salvador Moyà-Solà, David M. Alba, Sergio Almécija, Isaac Casanovas-Vilar, Meike Köhler, Soledad De Esteban-Trivigno,

Josep M. Robles, Jordi Galindo and Josep Fortuny,

«A unique Middle Miocene European hominoid and the origins of the great ape and human clade». PNAS online:http://www.pnas.org/content/early/2009/06/01/0811730106.

2Henry Gee, «Return to the planet of the apes». Nature, 2001;412: 131-132 (12 July).

per approfondire, sul serio, vi rimando a questo link http://rickardsbiondi.nova100.ilsole24ore.com/2009/06/anoiapithecus-brevirostris-un-primate-miocenico-dallaspetto-moderno.html

RAmen

p.s:

nel caso vogliate iscrivervi all’AISO, mi raccomando non scordate di allegare la vostra dichiarazione di Fede http://creazionismo.org/dichiarazione.asp

Inserito da: spaghettovolante | 31 Ottobre 2009

Halloween: better than Christmas

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Halloween: meglio del Natale

Ogni festa è la nostra festa, fratelli e sorelle Pastafariani.

Quindi buon Halloween

zucca FSM

Condite il tutto con la lettura di questi fantastici articoli

http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=1509

http://www.ilvangelo.org/bibdice/bibhallow.html

http://sudditidicristo.blogspot.com/2009/10/halloween-no-grazie-dalla-newsletter-di.html

http://sudditidicristo.blogspot.com/2009/10/halloween-no-grazie-parte-seconda-danna.html

e la visione di questi video dell’amico Ratio (http://razionalismo.wordpress.com/)

Ramen

Inserito da: spaghettovolante | 24 Ottobre 2009

Grand Hotel

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Ciò che rende i creazionisti se non altro molto interessanti (antropologicamente parlando) è la considerevole mancanza di vergogna e di senso del ridicolo. Dopo il (haha) “convegno internazionale” dell’ AISO tenutosi al Jolly Touring  Hotel il 16 e 17 Ottobre, il viceprez del CNR Bob de Mattei, direttore della popolare rivista Radici Cristane, “cura” presso la Sala Quadri dell’ Hotel Columbus in Roma un altro spettacoloso evento culturale previsto per il 6 novembre 2009 AD, dove tre colossi intellettuali reitereranno i consueti epitaffi all’evoluzionismo. Il nome dell’incontro riprende il titolo del sugoso dossier apparso sulla rivista che Bob dirige: Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi, riguardo al quale rimando a uno dei miei sermoni più popolari

http://spaghettovolante.wordpress.com/2009/09/03/lignoranza-non-e-un-crimine/

I tre geni (due più de Mattei) sono il solito giornalista del Il Foglio Marco Respinti (famoso per il fatto di essere un giornalista de Il Foglio), e il Prof. Pierre Rabischong.

Nella pubblicità sul blog di Fratus viene definito biologo, ma ovviamente (ormai siamo abituati alle bufale) non lo è, nemmeno accademicamente. Al solito è bastato il Dio Google, e già se ne era accorta Oca sapiens commentando la stessa notizia (link). E’ un neurochirurgo.

Come ho già ricordato, per negare il fatto comprovato dell’evoluzione biologica bisogna essere ignoranti, folli, o IDioti (senza che un aggettivo escluda l’altro), per comodità la malafede non viene considerata in quanto troppo difficile da rilevare e scorporare dagli altri sintomi.

Nel momento in cui vengono organizzati i festini in oggetto, si urla sostanzialmente al mondo la propria follia e/o idiozia e/o ignoranza. Cosa che, se per un momento non consideriamo le implicazioni, può essere assai spassosa.

Nel video, un tipica argomentazione creazionista

Ramen

Inserito da: spaghettovolante | 21 Ottobre 2009

Nomenclatura evoluzionista

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Quegli intolleranti degli evoluzionisti alla fine ce l’anno fatta: niente rave party creazionista nei locali dell’Università di Bergamo, e men che meno dibattito con gli scienziati.

Fratus & Co si leccano le ferite raccontando la scandalosa vicenda nientemeno che ad Andrea “torquemada” Morigi del quotidiano Libero. Note in rosso mie.

Da http://www.libero-news.it/articles/view/578432

All’Università di Bergamo ingresso vietato ai creazionisti (mai titolo fu più involontariamente umoristico)

| CULTURA (?) | Andrea Morigi
Pubblicato il giorno: 06/10/09
Salta il dibattito su Darwin
Perfino di Giuseppe Garibaldi, da qualche anno a questa parte, si può parlar male. Di Charles Darwin, a 200 anni dalla nascita e a 150 dalla pubblicazione dell’Origine delle specie, ancora no. Non all’università di Bergamo, almeno, dove il congresso creazionista “Cosa rimane della teoria di Darwin?”, previsto per il 16-17 ottobre, non si svolgerà.

Incomprensioni, sostiene la versione ufficiale (versione ufficiale? mi ricorda qualcosa...). Un’ammissione che fa lo stesso presidente dell’organismo promotore, l’Associazione italiana studi sulle origini, Romano Ricci, con una lettera indirizzata a Enrico Giannetto, docente di Storia del Pensiero Scientifico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo orbico. Gli organizzatori gli scrivono: «Il nostro errore, e mio in particolare (senno di poi), è quello di non aver richiesto un assenso formale e cioè rivolto alle autorità accademiche di Bergamo, che molto probabilmente non avrebbero permesso che un dibattito creazione/evoluzione si potesse svolgere presso l’Università (chissà perché?)».

Eppure, nelle fasi preparatorie, il tenore dell’iniziativa era stato dicharato. Il 16 luglio, con un messaggio di posta elettronica, il professor Giannetto viene informato a dovere da Fabrizio Fratus, dell’Aiso, che lo mette al corrente così: «L’associazione nasce con lo scopo di difendere e promuovere la teoria del creazionismo che associa la nascita della vita e dell’uomo ad un progetto fortemente voluto (non è vero: il FSM creò il mondo e le specie che era completamente sbronzo). Per questo motivo, in contrapposizione alle celebrazioni “darwiniane” (notare virgolette) Aiso propone un congresso creazionista che avrà luogo a Milano il prossimo 16/17 ottobre. Il titolo del congresso sarà: Cosa rimane della teoria di Darwin? (o, secondo Sintesi Milano, Drawin)». Tutto chiarissimo. Nessuna contestazione nemmeno quando il prof. Giannetto viene informato che «vorremmo iniziare i due giorni con una tavola rotonda presso l’Università di Bergamo, un incontro tra esponenti che ritengono la teoria di Darwin superata e inutile nell’ambito scientifico con esponenti che al contrario la ritengono attuale e assolutamente l’unica teoria scientifica che spieghi l’esistenza dell’Uomo. Una tavola rotonda composta da tre esponenti creazionisti (prof. Wolf Lonnig, biologo, dott. Mart De Groot, astrofisico, prof. Ferdinando Catalano, fisico) e da tre esponenti evoluzionisti dell’Università di Bergamo».

Giannetto risponde il 30 luglio, fornendo i nominativi dei partecipanti di parte evoluzionista: Gianluca Bocchi, Enrico Giannetto e «forse Mauro Ceruti, ma la prego di non indicarlo al momento».

Poi, la repentina marcia indietro. In alcuni ambienti accademici la locandina che annuncia l’evento crea scandalo e, «per opposizione della nomenclatura evoluzionista (la FAMIGERATA nomenclatura evoluzionista)», informa una newsletter dell’Aiso, salta tutto. I “creazionisti” comunicano anche la propria «decisione di evitare forti toni e polemiche non adeguate alle nostre reali intenzioni (pernacchia)».

Un esponente di Sintesi alla notizia

Un membro di Sintesi alla notizia

Alla fine comunque il convegno c’è stato. Che si facesse a gara a chi era il più insignificante (in senso letterale) tra gli oratori, lo avevo già accennato nei precedenti sermoni.

Ma vediamo che si dice del convegno in casa AISO. Qui potete ammirare il programma dettagliato del convegno http://creazionismo.org/Articolo.asp?id=261, notate la perfetta formattazione del testo.

Poi si parla di una conferenza stampa, per la quale probabilmente dovevate chiedere al vostro giornale di prenotarvi il posto, vista la trepidante attesa http://creazionismo.org/Articolo.asp?id=262. Che ci sia stata o no e che ci fossero più di cinque persone oltre a coloro che l’avevano indetta, a nessuno comunque gliene può importare di meno.

La nocciolina sullo sterco la troviamo in

CONGRESSO AISO:PRIME CONSIDERAZIONI
di Mihael Georgiev – 20/10/09 -
BOICOTAGGIO EVOLUZIONISTA A BERGAMO E MILANO

Gli evoluzionisti perdono un’occasione per illuminare gli ignoranti

di Mihael Georgiev

che potete trovare a questo link http://creazionismo.org/articolo.asp?id=264

AISO, vogliamo fare sul serio invece di piagnucolare?

Per una volta faccio copia e incolla io, da un mio commento a http://spaghettovolante.wordpress.com/2009/09/23/circo-barnum-2009-16-17-ottobre-milano/#comment-1937

@ Sintesi Milano
con tanta energia dell’osare, potreste provare a rispondere a questa sfida lanciata mesi fa al Discovery Institute, o almeno farlo fare a qualcuno dei vostri augusti oratori.

Siete in grado di nominare UN SOLO gene che sia inconfutabilmente il prodotto di un Disegno Intelligente e che non mostri nessuna derivazione evolutiva?

Potete tranquillamente rispondere nei commenti sotto il video.
Astenetevi da farlo qui, dal momento che non tutti hanno il vostro tempo libero e non mi va di mettermi a cercare peer-review per ogni gene che sparereste alla cazzo.
Se tentate, gradirei esserne informato e mi impegno a dare all’evento la massima pubblicità possibile.
Pensate, potete diventare famosi.

Già vedo la copertina di Nature con l’immagine a questo link

http://www.facebook.com/group.php?gid=33335047377&ref=search&sid=100000009901567.3071807186..1

UN-SOLO-GENE

AGGIORNAMENTO 22-10-2009

Visto che nessuno si fa vivo a nominare il gene (strano, nevvero?), metto qui il link al Comitato Antievoluzionista, lasciando al pingback il lavoro di pubblicizzare la richiesta

http://antidarwin.wordpress.com/2009/10/19/evoluzionismo-e-societa’/

Riramen


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